Il Tirreno

Grosseto

LA “IENA MAREMMANA” IN AULA 

«Processo, non spettacolo» No al video della parte civile

Alfredo Faetti
«Processo, non spettacolo» No al video della parte civile

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grosseto. «La nostra intenzione è evitare di spettacolarizzare questo processo», ha detto l’avvocata Tania Amarugi, difensore di Lorenzo Mancineschi, noto come la Iena maremmana. Nell’udienza di ieri tenuta nel tribunale di Grosseto era prevista la proiezione di un video presentato dalle parti civili che conteneva alcuni passaggi dei filmati prodotti dall’imputato, riferiti a varie vicende che poi sono confluite in un unico procedimento: dall’ormai nota idrovora di Marina di Grosseto alle maestre accusate di maltrattamenti nei confronti dei ragazzi fino a discussioni avute sui social e finite in tribunale. Reati e procedimenti vari che verranno presto discussi dalle parti in causa, visto che il giudice Marco Bilisari ha fissato per la prossima udienza gli ultimi testimoni rimasti in elenco, a cui dovrebbe seguire la deposizione dello stesso Mancineschi.

A preparare il video che poi non è stato trasmesso è stato l’avvocato Riccardo Lottini, che rappresenta una maestra all’epoca accusata di maltrattamenti in un asilo, che si è costituita parte civile nei confronti di Mancineschi per quel che riguarda il reato di stalking, in quanto la Iena avrebbe avuto un atteggiamento persecutorio nei confronti della donna. Nel cd erano presenti passaggi dei video che racconterebbero questo fatto. Ma anche le immagini dell’idrovora di Marina, questione per la quale sono costituite parti civili la famiglia Serra e la Marina di San Rocco, rappresentati da Massimiliano Arcioni. Episodi vari in parte riassunti in quel cd che Lottini avrebbe voluto proiettare in aula, in modo da poi chiederne conto a Mancineschi.

Al Tribunale sono stati consegnati i video originali, ma visto che complessivamente durano diverse ore, l’avvocato di parte civile ne aveva preso dei passaggi e riuniti in un unico video. Amarugi però si è opposta, sulla base del fatto che il montaggio del video era dubbio e che quindi non poteva essere preso in esame. Ha così manifestato la volontà di «non spettacolarizzare» il procedimento, proponendo al giudice che nessuna parte potesse mostrare video. Proposta accettata da Bilisari, che ha così rinviato l’udienza indirizzando il processo verso la sua conclusione. — Alfredo Faetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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