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Le cure intermedie nel futuro delle Rsa Le ipotesi per il Falusi

Giulia Sili
Le cure intermedie nel futuro delle Rsa Le ipotesi per il Falusi

La funzione è stata prevista a maggio dall’Asl sudest Intanto l’istituto pensa a come dare ossigeno ai bilanci

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Giulia Sili

massa marittima. Sono diversi gli scenari che potrebbe trovarsi di fronte la residenza sanitaria assistenziale Giovanni Falusi, l’istituto che comprende sotto di sé le residenze di Massa Marittima, Follonica, Caldana e Gavorrano. Il futuro dell’ente potrebbero riservare delle novità inaspettate. Nel 2019 la strada della Rsa era stata abbozzata nel documento programmatico deliberato dal consiglio comunale di Massa Marittima, concordato con il consiglio di amministrazione della struttura. Da allora, però, sono passati molti mesi durante i quali l’attività principale della Rsa è stata quella legata alla gestione dell’emergenza sanitaria. La pandemia ha rallentato il lavoro del Cda ma gli input restano ancora quelli immaginati a dicembre 2019, tutti volti a rendere economicamente sostenibile la Rsa. Le politiche legate alla sanità territoriale potrebbe però avere un peso sul futuro della residenza e non è da escludere che una delle strutture possa in futuro venire destinata alle cure intermedie. Si tratta di strutture extra-ospedaliere residenziali temporanee, destinate al paziente che è in situazione di malattia ma non tanto grave da avere necessità di risiedere in un ospedale – strutture già previste nei patti territoriali e poi, più recentemente, in una delibera di maggio della direzione aziendale dell’Asl sudest. Tali strutture sono sostenute da un finanziamento della Regione Toscana.

Proprio la residenza di Follonica potrebbe venire convertita in un presidio di cure intermedie anche se questo è solo uno dei possibili scenari. Questo tipo di residenze è infatti prevista all’interno o nei pressi degli ospedali periferici come quello di Massa Marittima.

Nelle Colline Metallifere potrebbero essere due le residenze dedicate alle cure intermedie di futura realizzazione: una a Massa, legata all’ospedale, e una a Follonica. In questo senso la struttura che ospita il Falusi potrebbe essere adatta ma è anche difficile immaginare che il Comune voglia rinunciare a ospitare gli anziani.

«La strada da prendere è tutta da discutere – dice il sindaco Marcello Giuntini – Si tratta di scelte che devono essere partecipate. C’è bisogno dell’impegno dell’azienda sanitaria e anche dell’attenzione della politica regionale».

Ci sono poi gli indirizzi previsti all’interno del documento programmatico che devono essere ancora portati avanti, con l’incertezza legata anche alla carica del presidente del Falusi, Lorenzo Brenci. Dopo l’approvazione del bilancio 2020 la posizione del presidente potrebbe infatti cambiare. Uno degli obiettivi resta quello di rendere la struttura più snella: a oggi ci sono quattro appalti diversi per la gestione del Falusi, uno per ciascuna residenza, più uno per le pulizie. Adesso la volontà è quella di fare un unico appalto con un unico soggetto gestore. Avere un unico appalto per il socio assistenziale e per le pulizie potrebbe portare un miglioramento nei bilanci. L’idea era già nata prima dell’emergenza sanitaria ma con il lockdown tutto si è fermato. –

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