Sicurezza
Ristoratori e baristi di nuovo in piazza contro le chiusure
grosseto. Sono scesi di nuovo in piazza ristoratori, baristi, imprenditori dei locali da ballo, insieme agli agenti che riforniscono le loro attività. Dalla Maremma ieri sono partiti in una cinquantina con destinazione Roma, piazza del Popolo. Primo obiettivo, tenere alta l’attenzione sugli effetti devastanti che la pandemia da coronavirus e le misure governative per contenerla hanno avuto e stanno avendo sugli equilibri delle loro attività. Secondo intento, riuscire a portare a casa, prima o poi, almeno qualcosa rispetto alle richieste avanzate.
La giornata per loro è iniziata all’alba: alle 7, 30 sono partiti con un treno da Grosseto verso la Capitale. C’erano grossetani, follonichesi, chi arrivava da Magliano in Toscana e chi da Roccatederighi, e poi Pancole, Stribugliano, Tirli.
Con i colleghi del resto d’Italia, l’appuntamento era in piazza del Popolo. E qui hanno manifestato. «Se proprio dobbiamo rimanere chiusi – dice Leonardo Peccianti, ristoratore grossetano della Locande de’Medici – vogliamo che le compensazioni vengano calcolate sul fatturato di un intero anno e non su uno-due mesi». «Chiediamo inoltre – continua – che il governo dia un’accelerata al pagamento della cassa integrazione in deroga dei dipendenti: siamo indietro di mesi».
Dopo le richieste, c’è l’amarezza: «È una barzelletta – conclude Peccianti – il fatto che la sera vengano tenuti aperti gli autogrill mentre noi invece si sia costretti a chiudere i nostri locali». –
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