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Attesa per l’autopsia per la piccola Denisa

Pierluigi Sposato
Attesa per l’autopsia per la piccola Denisa

I proprietari dell’abitazione si sono rivolti a un avvocato, i carabinieri hanno completato il quadro degli accertamenti

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capalbio. Sono i giorni dell’attesa. Quelli comunque strazianti che Viorel e Tina, i genitori, vivono in attesa di poter sapere quando potranno dare sepoltura alla loro Denisa, otto anni, che ha trovato la morte venerdì mentre giocava, cadendo con la bicicletta nella piscina che si era riempita di acqua piovana, a Vallerana di Capalbio.

Una risposta che potrà essere data solamente quando la Procura della repubblica fisserà una data per il conferimento dell’incarico per l’autopsia. Una volta completato l’esame, una volta che il sostituto procuratore Giovanni De Marco avrà dato il nulla osta, Denisa Halip potrà essere accompagnata nel suo ultimo viaggio. L’incarico al medico legale potrebbe essere deciso già nella giornata di oggi.

Fino a ieri non risultavano essere state inviate informazioni di garanzia, atti che la Procura potrebbe consegnare per consentire alle parti interessate, qualunque sia la loro posizione nella vicenda, di partecipare anche eventualmente con propri consulenti medico-legali all’esame che dovrà accertare senza ombra di dubbio le cause della morte della piccola.

Giorni di attesa e di apprensione. Ma anche di dispiacere profondo, come quello manifestato anche ieri dai proprietari della casa in cui viveva la famiglia appena riunitasi: Viorel lavorava da tempo a Capalbio, moglie e figlia lo avevano raggiunto da poche settimane dalla Romania - il progetto era quello di studiare una possibile sistemazione in Italia per tutti. Si tratta di un’abitazione che nulla ha a che vedere con il bar ristorante che si trova poco distante, anche se i proprietari sono i medesimi. E i proprietari conoscono benissimo Viorel, impiegato nell’impresa di Giovanmatteo Lucifero (ieri l’imprenditore ha voluto affidare alle nostre pagine un messaggio di affetto per la famiglia romena), al punto che avevano deciso di ospitarlo con la famiglia in quell’abitazione.

Gli stessi proprietari ieri si sono rivolti a un avvocato, per comprendere gli eventuali sviluppi delle indagini e le eventuali azioni da intraprendere.

Nel frattempo, mentre continua la raccolta di fondi organizzata dalla comunità per sostenere le spese della famiglia Halip, i carabinieri hanno completato il quadro degli accertamenti, già inviati in Procura all’esame del magistrato. Una ricostruzione dello stato dei luoghi (la piscina è stata sequestrata già venerdì), accompagnata dal primo resoconto e dalle prime informazioni testimoniali sulla tragedia. —

Pierluigi Sposato

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