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Altri due laziali trovati, e multati, alle Cascatelle di Saturnia

Altri due laziali trovati, e multati, alle Cascatelle di Saturnia

Controlli della finanza: rischiano da 400 a 1.000 euro per essere usciti dalla loro regione violando le regole anticontagio

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SATURNIA. Non c'è proprio niente da fare: l'acqua sulfurea e il paesaggio mozzafiato delle Cascate del Mulino di Saturnia sono un richiamo irresistibile, in barba alla pandemia da Covid-19 e dai divieti di legge imposti per garantire la salute pubblica.

Per la seconda volta in una settimana la guardia di finanza ha scoperto e multato delle persone che erano a mollo nell'acqua termale, arrivate in Toscana dal Lazio.

Varcare i confini regionali non si può, salvo motivi di reale necessità. Il comando provinciale della guardia di finanza di Grosseto ha da tempo disposto dei controlli a tappeto per verificare il rispetto delle disposizioni anticontagio.

Una pattuglia della tenenza di Orbetello, a distanza di una settimana da un analogo controllo fatto domenica 17 gennaio, stava pattugliando l'agro di Manciano dove si trovano le cascatelle termali di Saturnia e hanno individuato due uomini, un 30enne e un 50enne di nuclei familiari diversi, che da Roma stavano facendo il bagno nelle cascatelle termali, in violazione delle norme che vietano gli spostamenti tra regioni in assenza di validi motivi.

Le due persone hanno dichiarato ai militari che le loro intenzioni iniziali erano quelle di recarsi in una zona termale dell’alto Lazio; ma una volta giunti sul posto e constatata la momentanea chiusura al pubblico dell’impianto a causa dell’emergenza epidemiologica, hanno “ben pensato” di proseguire verso la Toscana per raggiungere le belle terme libere di Saturnia, così sconfinando la regione e violando le regole.

Secondo l’articolo 1, comma 10, lettera F del vigente Dpcm del 14 gennaio, le uniche attività termali che non sono sospese e possono, quindi, legittimamente operare, sono solo quelle (pur presenti e regolarmente operative, tanto in Toscana quanto in tutto il territorio nazionale) riconosciute quali “presidio sanitario” e autorizzate alla prestazione di cure e balneoterapia collettiva in acque termali.

Per i due trasgressori è quindi scattata la verbalizzazione delle violazioni, con una sanzione pecuniaria che va da 400 a 1.000 euro ciascuno; al termine delle procedure di rito i due sono stati invitati a rientrare nella loro regione di appartenenza.

"Il servizio conferma la presenza del corpo nel pattugliamento del confine regionale per verificare il rispetto delle norme _ dicono dal comando della guardia di finanza _ peraltro a distanza di una settimana da un altro precedente analogo episodio, nel corso del quale tre persone di Viterbo erano state sanzionate per lo sconfinamento regionale ed il bagno alle cascatelle. Le attività di controllo si inquadrano tra i servizi coordinati dal comando provinciale di Grosseto finalizzati a garantire la sicurezza pubblica, l’economia legale e la tutela della cittadinanza, nonché a contrastare i comportamenti irresponsabili che, nel contesto emergenziale odierno, mettono in pericolo la salute di tutti e rallentano il debellamento della pandemia".

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