Gioco
Lavori nella sanità e sei negazionista? «Leggi libri di storia della medicina»
Il presidente uscente dell’Ordine, Roberto Madonna, conclude il suo mandato e legge il lungo anno della pandemia
l’intervista
GIAN UGO BERTI
Il Natale 2021 sarà per noi più sereno, nella misura in cui ci vaccineremo. La percentuale che può dare sicurezza è intorno al 70 per cento. Ma dobbiamo fare presto. Dobbiamo aspettarci un futuro molto critico, le esperienze attuali di altri paesi europei ce lo dimostrano.
Sono considerazioni importanti quelle espresse del presidente provinciale dell’Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri Roberto Madonna, che – tra molto altro – lascia in eredità a tutti, anche a chi prenderà il suo posto: il suo mandato infatti sta scadendo, tant’è che proprio ieri si sono chiuse le operazioni di voto per il rinnovo degli organi istituzionali dell’Ordine (leggi servizio sopra). Sul fronte del Covid, ne è convinto Madonna, l’esperienza della pandemia sui futuri medici sarà più ampia e completa: avranno senz’altro maggiore consapevolezza sugli effetti di malattie infettive pandemiche e sulle possibilità che abbiamo nel contrastarle.
Covid un anno dopo: come ha vissuto il primo impatto della pandemia?
«La vita di tutti noi è cambiata. Io sono fra i privilegiati, in quanto pensionato; nonostante ciò, ho subito un cambio dell’umore che ha indotto in me uno stato di confusione e una strana sensazione di stordimento, non ritrovandomi nella vita che sono costretto a condurre. Sto cercando di abituarmi e frequento gli amici ricorrendo a dispositivi telematici»
Ricorda, come uomo e medico, un episodio particolare di questi mesi?
«Durante il periodo endemico ho avuto modo di seguire amici e parenti, in tutta Italia, che avevano contratto la malattia. Ciò mi ha permesso di toccare con mano le differenza del servizio sanitario nazionale nelle varie regioni».
Con apertura di scuole, fabbriche, uffici, potrebbe peggiorare la situazione?
«La situazione pandemica sicuramente peggiorerà. Da sempre l’uomo ha capito che le epidemie si combattono con l’isolamento. Basti pensare alla peste del 348 raccontata nel Decamerone da Boccaccio».
Crede che si verificherà una terza ondata?
«Cosa intendiamo per terza ondata? Secondo alcuni siamo già nella terza ondata. In effetti, l’aumento dei contagi, dopo mesi di restrizioni, potrebbe essere interpretata come terza ondata. Se così fosse, nelle prossime settimane, registreremo un picco, come accade in Inghilterra e in Germania, paesi che nonostante le misure restrittive molto rigide adottate, hanno un livello di contagiosità superiore al nostro. La mutazione del virus, in varianti che vengono ritenute responsabili dell’aumento di contagiosità, ha determinato una terza ondata che si è sovrapposta alla seconda e ne ha mascherato la fase finale. Se invece vogliamo ritenere come terza ondata la ripresa dei contagi, che potrebbe verificarsi dopo il periodo estivo, dobbiamo tener presente che una campagna vaccinale efficiente potrebbe diminuirne la pericolosità».
Vaccini obbligatori, sì o no?
«C’è una legge che garantisce la libera scelta del cittadino a curarsi. Ne occorrerebbe un’altra votata, per l’attuale situazione soltanto, dal Parlamento, quindi tempi lunghi».
Allora?
«Con il progredire della campagna vaccinale le perplessità, che oggi in molti hanno, tenderanno a diminuire e dovremmo raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 70 per cento degli italiani».
Medici negazionisti: si parla di licenziamenti, riduzioni di stipendio, cancellazione dall’Ordine. Giusto o sbagliato?
«Credo che gli ordini debbano intervenire sanzionando gli operatori sanitari che assumono delle posizioni anti-scientifiche. È, a mio avviso, inconcepibile che medici mettano in dubbio l’importanza delle vaccinazioni con cui l’umanità è riuscita a sconfiggere un numero incredibile di malattie infettive. Oltre a sanzionarli li inviterei a leggere libri di storia della medicina».
Si prospetta l’assunzione di alcune migliaia di medici per l’emergenza vaccinazioni. E poi, tutti a casa?
«Non credo che si debbano assumere un numero elevato di medici per eseguire le vaccinazioni di massa. Dovremmo chiedere l’aiuto ai medici di medicina generale, agli infermieri del territorio e ai farmacisti. Ciò che mi preoccupa sono le dosi di vaccino che avremo a disposizione. Dovremmo vaccinare circa 47 milioni di italiani. Servono quindi circa 94 milioni di dosi, e dovremmo farli in un periodo contenuto affinché la campagna vaccinale raggiunga livelli di efficacia. Comunque i giovani medici che non riescono a entrare nelle scuole di specializzazione difficilmente potranno inserirsi nel sistema sanitario nazionale».
Immagini la situazione a dicembre 2021, come la vede?
«Molto è legato alla efficacia della campagna vaccinale di massa. Se riusciremo a rendere immune il 70 per cento dei cittadini italiani potremmo sperare in un Natale 2021 con il ritorno alla normalità».
Come inciderà l’esperienza della pandemia sui futuri medici?
«Avranno maggiore consapevolezza sugli effetti di malattie infettive pandemiche e sulle possibilità che abbiamo nel contrastarle. Una esperienza sicuramente formativa». –
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