Gioco
I francesi di Iliad guardano a Sorano ma tutti gli altri restano in spiaggia
Le compagnie telefoniche puntano alla costa Lì vogliono impiantare la nuova tecnologia 5G
il quadro
Sono ventuno in tutto le autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) per il 5G – nel corso del 2020 – ai principali operatori nazionali di telefonia che si sono mossi all’attacco della provincia di Grosseto.
I quattro moschettieri sono Iliad, WindTre, Tim e Vodafone. Iliad, l’operatore francese ultimo arrivato sul mercato italiano, fa la parte del leone – 13 autorizzazioni – seguito da Wind-Tre (con quattro), Vodafone (due) e Tim (due).
I nulla osta all’installazione delle antenne 5G sono deliberati da Arpat dopo la propria istruttoria tecnica, avviata su istanza delle aziende di telefonia; i via libera vengono poi inviati ai Comuni sui cui territori esistono già i tralicci, come nel caso di quello Tim al Maremà o di quello di WindTre a San Martino, o dove ne devono essere installati di nuovi.
Chiara è la scelta di Iliad, che in veste di debuttante nel Belpaese ha probabilmente deciso di realizzarsi una rete di tralicci di sua proprietà, invece di pagare un canone per l’affitto delle torri di qualche concorrente di mercato. Magari, chissà, cercando di provare a coprire subito con il 5G una delle province lasciate indietro dagli altri operatori, più concentrati sull’area metropolitana fiorentina, dove già la copertura è a buon punto e sono partite le prime offerte commerciali ad aziende e privati.
La scelta di collocare o meno un traliccio, che comporta costi importanti, dipende dalle strategie delle singole società. In alcuni casi è possibile che due o più aziende si mettano d’accordo utilizzando col criterio della reciprocità i tralicci dell’una e dell’altra, pagando un canone di locazione delle antenne dove una non ha tralicci, e affittando i propri all’altra là dove ne sia sprovvista. Anche in provincia di Grosseto, chissà, potremmo assistere a questo fenomeno.
Guardando alle autorizzazioni ad installare la tecnologia 5G in provincia di Grosseto rilasciate da Arpat nel 2020, è evidente che le zone sulle quali si punta di più, almeno nella prima fase, sono quelle costiere. A maggior concentrazione urbana.
Da nord a sud, passando per Follonica, Scarlino, Grosseto, Orbetello e Capalbio. Da queste scelte al momento sembrano escluse le zone rurali dell’interno – solo Iliad si spingerebbe fino a San Quirico di Sorano (vedi tabella) – che trarrebbero però un vantaggio enorme dalla presenza del 5G per alimentare nuovi sentieri di sviluppo economico, anche legati al cosiddetto Internet delle cose (IoT: internet of things), che ha numerose applicazioni nell’agricoltura e che potrebbe rappresentare il futuro per il settore primario.
Quanto alla procedura per individuare i siti dove collocare le torri, i gestori chiedono all’Arpat di valutare l’impatto dei campi elettromagnetici emessi dalle sorgenti che vogliono installare. Se l’esito dell’istruttoria è positivo, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale trasmette l’autorizzazione al Comune. L’ente civico a sua volta verifica le localizzazioni rispetto ai propri piani urbanistici e alle normative edilizie, dopodiché autorizza il gestore a installare traliccio e apparati. O se il primo è già esistente, solo quest’ultimi. In Toscana, poi, la normativa prevede il monitoraggio e controllo dei campi elettromagnetici a cadenza biennale, per valutare il rispetto dei limiti di esposizione, l’attuazione delle azioni di risanamento disposte dal Comune, su proposta di Arpat (come l’abbassamento della potenza, la rotazione o sostituzione delle antenne con modelli più performanti, la delocalizzazionedell’impianto), il mantenimento dei parametri tecnici dell’impianto dichiarati dal gestore. –
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