Il Tirreno

Grosseto

Al via la pulizia soft della pineta di Fiumara

Lina Senserini

La Giglio di mare, che la gestisce per Allianz, trova l’accordo con gli ambientalisti: niente trinciatutto, solo interventi a mano

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Lina Senserini

Marina di Grosseto. Partono a febbraio gli interventi di conservazione e pulizia su una parte della pineta di Fiumara, a Marina di Grosseto, proprietà del colosso finanziario tedesco Allianz e gestita dalla società Giglio di mare.

Stavolta il lavoro sarà fatto in via prevalente a mano, solo in pochi casi con le macchine e comunque senza mai usare il trinciatutto. Niente diradamento, quello è rimandato a un momento successivo e solo dopo la prima fase, in base all’osservazione dello stato di salute della pineta, in modo da intervenire solo su piante malate, a rischio crollo o secche e, anche in quel caso, prevedendo di lasciarne una piccola parte, poiché habitat principale di alcuni tipi di insetti, fondamentali nella catena alimentare come nutrimento di uccelli e piccoli mammiferi. In più con obbligo di reimpianto uno a uno.

È questo l’accordo raggiunto lunedì scorso tra Giglio di mare e gli ambientalisti in un incontro che si è svolto a Marina di Grosseto, convocato dalla società di gestione della pineta che in questa collaborazione ha fortemente creduto. Accordo tuttavia non scontato, poiché in precedenti occasioni si sono trovati su posizioni opposte rispetto agli interventi previsti dal Piano di prevenzione incendi per le pinete litoranee di Grosseto e Castiglione della Pescaia, approvato nel 2019 dalla Regione Toscana e subito oggetto di un ricorso straordinario degli ambientalisti al presidente della Repubblica. Ricorso accolto a luglio dal Consiglio di Stato – e decretato il 1º ottobre 2020 – che ha disposto la stesura di un nuovo piano, nel quale si dovrà tenere conto dei vincoli paesaggistici e ambientali sulla pineta del Tombolo.

Questa volta dunque il programma di lavoro proposto da Giglio di mare e redatto dai tecnici Benvenuto Spargi e Guido Donnini, ha trovato la quadra con il mondo ambientalista, rappresentato da Franco Tassi, per oltre 30 anni direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, attualmente responsabile del Centro parchi internazionale, Bartolomeo Schirone, ordinario di Selvicoltura all’università della Tuscia e presidente del corso di laurea in Scienze della Montagna, e Ugo Corrieri, presidente della Società italiana di medicina forestale, tutti e tre tra i firmatari del ricorso al Consiglio di Stato.

L’area interessata dagli interventi è circa 25 ettari, quasi tutti all’interno del sito di interesse comunitario alle spalle della duna, inserito nella rete europea “Natura 2000” per la conservazione della biodiversità e il mantenimento degli habitat naturali. Una parte è la pineta tra il canale san Leopoldo e il parcheggio del Dopolavoro ferrovieri, l’altra è invece compresa tra via delle Collacchie e via delle Colonie, più vicina al cento abitato di Marina di Grosseto.

«La prima tranche dei lavori è di tipo conservativo – spiega il presidente della società Giglio di mare, Emilio Quattrini – e viene fatta utilizzando macchinari a basso impatto, quindi non con il trincia forestale, e per lo più a mano. Il sottobosco non viene tagliato ma conservato con interventi mirati, facendo attenzione alle essenze e alle diverse tipologie di arbusti che possono al massimo essere abbassati all’altezza di un metro, dato che quando sono troppo alti, in caso di incendio, veicolano le fiamme fino alle chiome dei pini. Verranno poi tagliati i rami secchi più bassi. Non si farà il diradamento che è rimandato a una fase successiva e nella misura massima del 10-15 per cento, sostituendo ogni albero tagliato con l’impianto di un altro e preceduto dalla valutazione degli enti competenti. L’intervento viene fatto a macchia di leopardo solo dove si ritiene che ci sia bisogno. Tutto questo per favorire la conservazione dell’ecosistema, mantenere inalterato l’habitat degli animali, favorire la salute della pineta, sotto ogni aspetto», conclude Quattrini.

I lavori, che dovrebbero terminare entro il 31 marzo, sono finanziati per circa 100mila euro dalla Regione Toscana e verranno eseguiti da una ditta specializzata, che Giglio di mare sta individuando in questi giorni. —

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