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Sanità e risorse del piano di ripresa Giuntini sollecita sindaci e Asl

Giulia Sili
Sanità e risorse del piano di ripresa Giuntini sollecita sindaci e Asl

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massa marittima. Una collaborazione proficua tra i sindaci e Asl per non farsi scappare le opportunità che a breve offrirà il Recovery Fund: è ciò che si augura Marcello Giuntini, presidente “ponte” del Coeso Società della salute.

Il consorzio è alle prese con il ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale dal sindaco di Grossetano Antonfrancesco Vivarelli Colonna dopo che la maggioranza dell’assemblea dei sindaci gli aveva negato la presidenza. Giovedì scorso a Firenze si è tenuta la discussione e adesso si attende la sentenza entro uno o due mesi. Nel frattempo Giuntini è stato eletto presidente, accettando la carica in sostituzione di Giacomo Termine, giunto il 5 dicembre alla scadenza della proroga. «Non sappiamo che esito avrà questa vicenda – dice Giuntini – in questo momento quella situazione, politica, resta sospesa e non sappiamo neanche quanto io resterò in carica. Sul piano del lavoro è però fondamentale pensare al futuro. Abbiamo il dovere di ragionare sul modo in cui vogliamo costruire la sanità nella nostra zona distretto e nella nostra provincia».

Per il presidente è quindi essenziale che la giunta lavori appieno, anche in questo momento particolare, per ragionare delle prospettive. Lo sguardo va al Recovery Plan. Per far ripartire l’Europa dopo la pandemia, a luglio l’Unione Europea ha approvato il Next generation Eu, noto come Recovery fund o Fondo per la ripresa. In questo senso i titoli di Stato europei serviranno a sostenere progetti di riforma strutturali, previsti dai piani nazionali di riforma di ogni Paese: i Recovery Plan, appunto. Serve però una pianificazione per ottenere i finanziamenti, quella che sollecita il presidente del Coeso. «Al momento nel Recovery Plan ci sono 18 miliardi di euro per investimenti in sanità – spiega Giuntini – e alla Toscana, ragionevolmente, dovrebbero toccare circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. Al nostro territorio potrebbero spettare almeno 100 milioni di euro e di questi, facendo una previsione prudenziale, almeno il 75 percento potrebbe arrivare alla nostra zona distretto».

I fondi verranno distribuiti in base ai progetti: «Se non ci si muove – dice Giuntini – il rischio è di avere zero progetti e zero risorse». È quindi necessario avere delle idee chiare sugli interventi necessari e adesso Giuntini si aspetta la collaborazione di tutte le parti in causa, sindaci, giunta e Asl. Un esempio pratico sul quale fare chiarezza sono i presidi di cure intermedie – quelle strutture extra-ospedaliere residenziali temporanee destinate al paziente che è in situazione di malattia, ma non tanto grave da avere necessità di risiedere in un ospedale – previste già nei patti territoriali e poi, più recentemente, in una delibera di maggio della direzione aziendali e da un finanziamento della Regione Toscana di luglio. «L’azienda ha dato corso alle progettazioni? – si chiede Giuntini – Se ne parla da tempo e sono indispensabili per arrivare alla definizione di una prospettiva e per intercettare le risorse europee».

C’è poi il tema ospedaliero, che riguarda tutte le necessità dei vari presidi del territorio e anche qui è fondamentale definire le esigenze. «La Asl in questa discussione ci deve essere, per la sanità territoriale e per quella ospedaliera – dice Giuntini – Le scelte nella Società della Salute si sono sempre fatte insieme e questo è il momento che i sindaci e l’Asl mettano testa al progetto. Altrimenti – conclude – rischiamo di perdere il treno». –

Giulia Sili

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