Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Pena di quattro mesi per la bancarotta

P.S.

1 MINUTI DI LETTURA





grosseto. «È emerso il ragionevole dubbio che la ricostruzione proposta dal consulente del pm non sia risultata fondata e che l’intento degli imputati fosse prevalentemente quello di salvaguardare la società Anghel, non di distrarne il patrimonio».

È un passaggio delle motivazioni adesso depositate con le quali il collegio (Adolfo Di Zenzo, Giovanni Puliatti, Andrea Stramenga) ha riconosciuto sì le responsabilità ma ha derubricato il reato in bancarotta documentale semplice e attenuato le pene.

Quattro mesi per Germano Capurri, 64 anni, di Giulianova, e Giordano Zucca, 39 anni, di Pomezia, imputati per aver sottratto o distrutto le scritture contabili della Anghel srl dichiarata fallita dal Tribunale di Grosseto nel 2013; il primo come amministratore, il secondo come liquidatore. I due, insieme a Sergio Liò, 59 anni, di Capo Rizzuto, socio, sono stati assolti dalle altre accuse perché il fatto non costituisce reato. Il pm Giovanni De Marco aveva chiesto 1 anno per Capurri, 6 mesi per Zucca, l’assoluzione di tutti e tre per i restanti reati. Difese Thomas De Vito e Sabrina Natalini.

Secondo il collegio, non è emerso un intento fraudolento da parte di Capurri e Zucca «ma soltanto l’assenza di un’adeguata contabilità, non più aggiornata dal 2010». Ai due condannati non è stata concessa la sospensione della pena: Capurri ne ha già usufruito due volte, Zucca una sola. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa