Gioco
Nessun veto all’imposta di soggiorno ma gli albergatori la vogliono uniforme
Per le associazioni Fabb e Host Maremma Toscana bisogna mettere ordine tra i regolamenti dei comuni della stessa area
Michele Nannini
follonica. Fra gli operatori turistici che contribuiscono all’offerta follonichese e del circondario ci sono anche numerose strutture extralberghiere come agriturismi, bed&breakfast e altre piccole realtà riunite nelle associazioni Fabb e Host Maremma Toscana. La questione della tassa di soggiorno tocca anche i titolari di queste attività che, pur favorevoli all’introduzione dell’imposta, mettono in evidenza che nel territorio delle Colline Metallifere c’è una diversità di regole e tariffe che non aiuta nello sviluppo di una strategia turistica comune.
«In linea di massima siamo favorevoli all’imposta di soggiorno – spiega Rita Lotti, presidente delle due associazioni – perché vige ovunque e perché, se ben modulata, rappresenta un’incidenza di spesa spesso irrisoria, specialmente per il turista di fascia medio alta che tutti aspiriamo a ospitare. Ringraziamo l’Amministrazione comunale per averla introdotta anche per le locazioni turistiche oltre che per tutte le strutture alberghiere ed extralberghiere della città, è una questione di equità nei confronti di tutti gli ospiti che soggiornano a Follonica. Inoltre in futuro un maggior gettito potrebbe tradursi in una diminuzione a ospite oltreché disincentivare l’abusivismo delle seconde case. Non ci appare invece appropriata – aggiunge – la scelta di allungare il periodo di imposizione soprattutto per il difficile momento causato dalla pandemia, per l’incertezza attuale e per il fatto che Follonica non è ancora strutturata per un turismo che vada al di fuori di luglio e agosto, quando i servizi offerti sono, al contrario che in estate piena, ridotti».
Le due associazioni sollevano poi un problema che da tempo accomuna tutto il territorio, non solo quindi il comune di Follonica, ovvero una mancanza di regole di base uniche per tutti i comuni e per tutte le strutture in merito alla tassa di soggiorno. «Se dobbiamo presentarci sul mercato attraverso un’unica promozione turistica, dobbiamo stabilire delle medesime regole di massima per tutti i comuni limitrofi. Comprendiamo il fatto che si tratta di un’imposta comunale, che ogni amministrazione vuole detenere un personale potere decisionale e che ogni territorio non è confrontabile con gli altri, ma ci chiediamo anche se sia possibile almeno definire poche e semplici regole valide per tutto il territorio, pur nella sua diversità. E se sia possibile implementare una valida, comune, uniforme offerta quando invece adesso il turista è costretto a barcamenarsi tra una vera giungla di regolamenti e tariffe».
Sulle modalità di spesa del gettito derivante dall’imposta l’obiettivo, secondo Fabb e Host Maremma Toscana, deve essere quello di utilizzarlo ai fini turistici. «Da tempo – conclude Lotti – chiediamo all’Amministrazione di definire tale modalità di spesa con tutte le associazioni degli operatori turistici e inserire tale accordo nel relativo regolamento comunale. Anche questa volta, come è avvenuto nel passato, siamo stati confortati dagli assessori Ricciuti e Ciompi anche se solo per la costituzione di un tavolo: speriamo che ciò si verifichi davvero magari a partire dalla presente stagione, perché questo implicherebbe un inizio di cambiamento di passo nell’amministrazione pubblica della città». –
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