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FOLLONICA 

Tassa di soggiorno Insorge l’opposizione

G.S.
Tassa di soggiorno Insorge l’opposizione

La minoranza presenterà una mozione in consiglio È firmata da tutti tranne che da Forza Italia e FdI 

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follonica. L’imposta di soggiorno nel Comune di Follonica continua a far discutere e, in occasione del prossimo consiglio comunale, i consiglieri di opposizione hanno messo a punto una mozione.

L’amministrazione follonichese si prepara ad approvare due novità sostanziali per la tassa: l’estensione del tributo per gli affittuari delle seconde case e il prolungamento della validità della tassa, che sarà pagata a partire dal 1° aprile anziché dal 1° giugno, come è sempre stato fino ad oggi per la città del Golfo. Novità che il Comune di Castiglione della Pescaia ha adottato già da molti anni.

La giunta follonichese porterà la questione in consiglio comunale e la volontà è quella di applicare due diversi tipi di tariffe in base all’alta o alla bassa stagione. Daniele Pizzichi, Charlie Lynn, Massimo Di Giacinto e Roberto Azzi sono però contrari alla novità e hanno deciso per questo di presentare la mozione dove chiedono, nel caso in cui la tassa venga estesa anche ai clienti delle seconde case, di applicare una riduzione delle tariffe a carico delle attività alberghiere e ricettive tenute al suo pagamento. I consiglieri di opposizione – tutti fuorché Forza Italia e Fdi – chiedono poi di non anticipare o allungare il periodo di applicazione dell’imposta di soggiorno ma di valutare, al contrario, la possibilità di una eventuale riduzione di tale periodo, e, infine, di stabilire che le delibere comunali con le quali viene modificata l’imposta di soggiorno in aumento, sia per tariffa sia per periodo di applicazione, entrino in vigore dal 2022 e non nell’anno in corso.

«Molto spesso i contratti tra le strutture ricettive e i tour operator definiscono il prezzo del soggiorno con un largo anticipo, anche superiore all’anno – spiegano i consiglieri di opposizione – Al fine di evitare che il peso dell’imposta venga automaticamente traslato sul gestore della struttura ricettiva, che non può richiedere il pagamento di un prezzo superiore a quello contrattualmente definito o comunque già offerto al pubblico, si rende necessario stabilire che le delibere comunali con le quali viene modificata l’imposta, entrino in vigore dodici mesi dopo l’approvazione della delibera stessa».

Per i consiglieri di minoranza applicare la tassa nell’anno corrente sarebbe quindi un errore: «Tra i settori più penalizzati dall’arrivo della pandemia c’è senza dubbio il turismo – dicono – I mesi che stiamo attraversando non rappresentano certamente un periodo adatto per valutare o, peggio, applicare delle nuove tasse». — G.S.

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di Redazione web