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Rotture a raffica nelle condutture Adf corre ai ripari con 350mila euro

Lina Senserini
Rotture a raffica nelle condutture Adf corre ai ripari con 350mila euro

La bonifica integrale costerà oltre un milione fino al 2023 «Territorio ampio, la gestione del servizio è delicata»

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Buriano. Guasti ripetuti, tubature vecchie e in parte in eternit, rubinetti a secco all’improvviso e utenti infuriati.

È il quadro desolante del servizio idrico nella zona del Bozzone, nel comune di Castiglione della Pescaia, dove dal 2019 a oggi si sono verificate 16 rotture, di cui almeno sei negli ultimi tre mesi. Il gestore del servizio, Acquedotto del Fiora, corre ai ripari e presenta il piano degli investimenti per la bonifica completa della tubatura: 350mila euro per l’anno in corso, su un totale di 1 milione e 350mila euro nel triennio 2021-2023, per completare i lavori sulla condotta centrale, già oggetto nel 2018 di interventi per circa 300mila euro.

«Comprensivi, allora, della sostituzione di un tratto di tubazione e dell’installazione di valvole per la regolazione della pressione sulle diramazioni verso Bozzone, Polesine, Raspollino e Macchiascandona, che servono a calibrare le pressioni dell’acqua, così da salvaguardare la “vita utile” delle condotte ed evitare che una eccessiva pressione improvvisa le danneggi», spiega Adf. Precisando che «l’installazione di questi particolari elementi idraulici non è stata possibile sul ramo principale della condotta, in quanto serve utenze a quote più elevate e, con tale calibrazione della pressione, l’acqua non avrebbe la spinta necessaria per arrivare ai punti di consegna».

Questo nel 2018, appunto, dopo l’annus horribilis del 2017, quando una serie di guasti a cavallo di Ferragosto mise in crisi residenti e turisti, case private e attività ricettive. E venne fuori anche il problema dei tubi in cemento e fibre d’amianto che misero in allarme la popolazione servita da quella parte della condotta, «complessa, estesa e molto ramificata – scrive Adf – risalente agli anni Sessanta. Ben 150 chilometri che, dal serbatoio di Poggio Olivetone, includendo il ramo principale, le diramazioni secondarie e i vari stacchi per portare l’acqua alle utenze, si estendono in un’area prevalentemente rurale compresa tra i comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia».

L’allora presidente della società di gestione, Emilio Landi, rassicurò sulla rapidità degli interventi per la sostituzione dei tubi vecchi e malandati, ma soprattutto volle tranquillizzare i cittadini sui rischi per la salute poiché, disse al Tirreno, l’amianto è pericoloso solo se inalato e non ingerito. Spiegazione che ancora oggi non convince, «sulla base di studi pubblicati anche sulla Rivista italiana di epidemiologia e sul sito dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, che hanno messo in relazione l’ingestione di amianto con alcuni tumori del tratto gastrointestinale», dicono alcuni utenti della zona. Ora, dopo la prima tranche del 2018 si è arrivati al punto che devono partire gli interventi sul resto della rete idrica del Bozzone, «che serve un’area poco popolata, 1.200 utenze per 150 chilometri di condotte», dice Adf, secondo il quale proprio l’ampia estensione del territorio e la generale bassa densità abitativa rendono «la gestione del servizio idrico particolarmente delicata e bisognosa di un cospicuo impegno di risorse economiche e professionali. AdF, fedele alla propria mission di lavorare per il benessere della comunità e del territorio, da tempo tiene sotto stretto monitoraggio questa infrastruttura per valutarne le criticità e programmare gli investimenti necessari al suo miglioramento».

Dunque, dovrebbero essere aperti a breve i cantieri per operazioni di bonifica del 2021, parte di una serie di lavori per i quali sono stati chiesti finanziamenti all’interno del piano nazionale per il Recovery Fund, specifica l’azienda Adf, in attesa di conoscere nel dettaglio gli interventi del triennio per il restante milione di euro. — Lina Senserini

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