Attenzione
Per stabilità e sicurezza controlli per lo più visivi
Circa 23mila alberi ma in un anno si fanno al massimo dieci esami approfonditi
Francesca Ferri
GROSSETO. La cosa che fa più paura è che, all’apparenza, quel pino crollato improvvisamente mercoledì pomeriggio al parco giochi in viale Einaudi non sembrava avere problemi. Non era piegato, non era mezzo secco: era bello schietto, verde e dritto come un fuso. Eppure è venuto giù, mentre il parco era pieno di bambini.
E, allora, c’è da star tranquilli? Qual è lo stato di salute degli alberi in città? Come vengono controllati? I controlli eseguiti sono sufficienti?
Insomma, il Comune ha il quadro della situazione per prevenire altri crolli inaspettati di alberi a un passo dalle teste dei cittadini?
La manutenzione del verde la svolge, per conto del Comune di Grosseto, la società in house Sistema srl che, da un paio di anni, ha cominciato anche il censimento generale degli alberi – 23mila sul territorio comunale, dato del 2017 – che comprende anche una schedatura con descrizione dello stato di salute. Responsabile del verde pubblico per Sistema è Fabrizio Billi che Il Tirreno peraltro aveva già intervistato proprio su questi temi il 30 novembre 2018.
Dottor Billi, a che punto è il censimento? Cosa si è fatto in questi due anni?
«Il censimento ha avuto un piccolo rallentamento. Collaborava con Sistema l’istituto agrario di Grosseto con i propri studenti, ma da un anno il loro apporto non è più possibile a causa dell’emergenza Covid. Ad ora siamo al 50 per cento degli alberi censiti nella città di Grosseto per un totale di 8mila. Sono praticamente tutti quelli nella parte che va dalla ferrovia all’ospedale».
In che condizioni li avete trovati?
«In buone condizioni per la maggior parte».
Che tipo di esame viene fatto, in particolare per la stabilità?
«Durante il censimento facciamo una valutazione solo visiva, eseguita da un agronomo. Noi possiamo fare solo questa, perché per una verifica tecnica ci vogliono tecnici».
Quante verifiche vengono fatte?
«Noi lavoriamo su mandato dell’amministrazione comunale e facciamo 100 verifiche di stabilità visive con un dottore forestale che guarda la pianta, e dieci verifiche strumentali, una tomografia alla pianta che consiste nell’inviare segnali sonori e che mostrano la consistenza della pianta stessa».
Una specie di ecografia?
«Sì, ma è chiaro che dieci all’anno sono poche».
Quanto è affidabile una verifica solo visiva sui pini? Il pino caduto al parco giochi all’apparenza sembrava sano.
«Le conifere non danno risultati certi, è il tipo di albero che è così. A Grosseto partiamo da una situazione di pini che sono stati messi in anni in cui c’era poca consapevolezza sulla scelta delle alberature. Sono stati trapiantati, non seminati, perciò nessuno ha il fittone, che è l’ancoraggio più importate che il pino ha al terreno. Se guardiamo ai pini nati e cresciuti in pineta, il fittone ce l’hanno tutti, e infatti crolli di questo tipo non si verificano. Per di più negli anni intorno ai pini di città sono stati costruiti marciapiedi, stradelli, sottoservizi, e sono state tagliate le radici».
Sono entrambi problemi emersi per il pino caduto, ha spiegato l’assessore Riccardo Megale.
«Sì, il pino caduto al parco non aveva assolutamente apparato radicale. Inoltre in questi giorni è piovuto molto, il terreno era allentato e le radici non hanno retto».
Lei ha accennato alla poca consapevolezza, in passato, sulla scelta delle alberature. Oggi come siamo messi? Il Comune dovrebbe avere un piano di gestione del verde.
«Dalle notizie che ho, ci stanno ancora lavorando. Noi, a Sistema, non l’abbiamo». —
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