Il Tirreno

Grosseto

come è andata a finire 

Il Piano di gestione che doveva esserci, ma non c’è

F.F.

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grosseto. Aiuole, parchi e filari alberati sono un elemento essenziale della città. Come tale, interventi, piantumazioni, scelta delle essenze, vanno pianificati con la stessa attenzione con cui si pianifica la costruzione di un quartiere o si decidono le politiche sui rifiuti. Lo dice la legge.

A Grosseto al momento vige il Regolamento sul verde pubblico del 2013, nato in seno al regolamento urbanistico, varato dall’allora amministrazione Bonifazi. Manca invece – ancora – un Piano di gestione del verde. Ovvero, sembrava esserci, ma oggi si scopre che non c’è.

La mancanza del Piano di gestione del verde pubblico è stata spesso biasimata dall’amministrazione in carica, in particolare in occasione dell’abbattimento dei 52 pini di viale Mascagni, cavallo di battaglia del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Il 27 dicembre 2018 il Comune annunciava la collaborazione con l’Ordine dei dottori agronomi e forestali per la «pianificazione degli obiettivi a medio-lungo termine» per «dotare la città di una pianificazione del verde urbano, sia in senso gestionale che impiantistico» e adottare un piano straordinario per gestire la pineta costiera.

Il 7 agosto 2019 sempre l’amministrazione, in un comunicato stampa intitolato “Il Comune pronto a varare il Piano di gestione del verde pubblico”, dettagliava il contenuto del Piano stesso: «Oltre a censire il patrimonio cittadino, conterrà forme di monitoraggio e azioni per abbattere il livello di rischio. Individuerà, poi la frequenza delle verifiche periodiche, in particolare per gli alberi in età matura o per quelle aree con un tasso di frequentazione elevato». E si può ben pensare che un parco giochi rientri in queste aree.

Dichiarava il sindaco Vivarelli Colonna: «Vogliamo informare i cittadini e coinvolgerli in percorsi partecipativi. In passato sono stati commessi notevoli errori, preferendo il solo aspetto estetico: noi applicheremo le conoscenze maturate nel settore». E prometteva, a fine legislatura, «un bilancio arboreo di fine mandato».

Il 21 settembre in un altro comunicato stampa per informare di 160 imminenti piantumazioni, il sindaco Vivarelli Colonna e l’assessore Megale dichiaravano: «La gestione del verde pubblico sconta un ritardo decennale: un settore importantissimo per la nostra città, che conta oltre 20mila alberi, dove non è mai stata compiuta un’efficace pianificazione degli interventi. La nostra Amministrazione ha invece recentemente varato il Piano di gestione del verde».

Da quel momento del Piano del verde non si parla più. Né si trova cercando tra gli atti, i regolamenti, le sezioni del sito del Comune che contengono gli strumenti di pianificazione del territorio.

Anche l’associazione Grosseto al centro chiede lumi su questo Piano, ribadendo «per l’ennesima volta la necessità che il Comune coinvolga per la stesura di tale piano l’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Grosseto, valutando anche la consulenza dei massimi esperti nazionali» a tutela dei cittadini («va perseguita con una attenta valutazione preventiva della stabilità delle piante, da pianificare attraverso gli strumenti previsti dalla legge») e degli stessi alberi («in questi ultimi mesi si è assistito a interventi che non rispettano le leggi e i regolamenti comunali nei tempi, nelle modalità e nelle tipologie» e «contribuiscono ad aumentare il rischio di caduta»).

Sistema srl, la società che gestisce il verde pubblico per conto del Comune, spiega di non aver ricevuto questo documento (articolo in alto).

Ma anche l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale, a cui Il Tirreno ha chiesto lumi, spiega che «il Piano è in elaborazione» e che l’annuncio del 21 settembre del Piano «recentemente varato» si riferiva invece al fatto che «in quel periodo il regolamento del verde pubblico fu scorporato dal Regolamento urbanistico, perché è giusto che debba essere a sé stante». — F.F.

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