Il Tirreno

Grosseto

Dal trattore-bidone ai vaccini in Maremma aumentano le truffe

E.P.
Dal trattore-bidone ai vaccini in Maremma aumentano le truffe

Quasi 800 episodi denunciati ai carabinieri: 144 i casi già risolti, dall’Arma un consiglio su tutti: «Non fate entrare sconosciuti in casa» 

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l’allarme

Vede, su un social network un bel trattore messo in vendita, il prezzo è allettante, appena 9mila euro, e così un cittadino di Massa Marittima fiuta l’affare e contatta l’inserzionista. Raggiunto l’accordo, la vittima versa un anticipo di 7mila euro e attende, invano, che un corriere gli consegni il trattore. Il venditore inizialmente adduce varie scuse, poi si rende irreperibile. La vittima, allora, denuncia la cosa ai carabinieri della tenenza di Massa Marittima che, seguendo il flusso dei soldi, smascherano la rete di truffatori – un uomo calabrese e due donne originarie del Piemonte – e li denunciano.

Fatti di pochi giorni fa, ma sono centinaia le truffe, di dimensioni più o meno grandi, che si consumano ogni anno in provincia di Grosseto.

Truffe in numeri

Nel 2019 sono state 693 le truffe messe a segno in Maremma, 518 di queste sono state denunciate ai carabinieri che hanno scoperto e denunciato i truffatori in 112 casi. Altre 105 sono le truffe risolte dalle altre forze dell’ordine quell’anno. Nel 2020 i casi – complici anche le chiusure forzate dei negozi e l’incremento del commercio online – le truffe perpetrate in provincia di Grosseto sono salite a 795: 733 sono state quelle denunciate ai carabinieri che sono arrivati a scoprire e denunciare gli autori in 144 casi. Semplici, ma efficaci. «Le casistiche più frequenti – spiega il tenente colonnello Matteo Orefice, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Grosseto – sono anche le più banali, non si tratta di grandi piani progettati da grandi menti criminali, che mettono insieme sistemi complessi», eppure funzionano e, nella loro semplicità, spesso lasciano meno tracce di quante siano necessarie per arrivare a scoprire la truffa.

falsi controlli

Potrà sembrare strano, ma il modello di truffa che va per la maggiore, in provincia di Grosseto, è ancora quello del falso incaricato delle aziende che gestiscono le utenze dell’acqua, del gas o dell’energia elettrica: si presenta per un controllo, entra in casa, convince la vittima a mettere al riparo denaro e gioielli, magari in frigo, perché non siano rovinati dalle sostanze chimiche usate per il controllo, e poi, distratta la vittima, apre il frigo e se ne va con il bottino.

Analogamente, finti carabinieri o finti poliziotti, si fanno aprire la porta di casa con una scusa e riescono a farsi mostrare o anche consegnare quello che, poi, porteranno via.

Non aprire la porta. Premesso che raramente i gestori dei servizi pubblici mandano persone a casa degli utenti, la raccomandazione – spiega il colonnello Orefice – è che «chiunque si presenti, è opportuno non aprire subito la porta, ma fare sempre, prima, una verifica chiamando le forze dell’ordine». Una volta aperta la porta di casa, insomma, la frittata è quasi fatta e si può finire vittime di truffa, furto, o rapina.

Affarissimi

Una truffa che va per la maggiore – spiega ancora il comandante del Reparto Operativo – è la proposta telefonica di un’assicurazione a prezzo stracciato, che fa il paio con quella di un investimento, “sicuro” e molto redditizio, di una piccola somma. Ovviamente, una volta ricevuto il denaro, il falso assicuratore e il falso broker spariscono. Anche in questo caso, prima di fare un versamento, meglio fare una verifica attraverso le forze di polizia.

Bolletta scaduta

«Ci sono delle bollette da pagare», dice una voce dall’altra parte del telefono «se mi dà le sue coordinate bancarie e i suoi codici di accesso, pensiamo a tutto noi». E proprio nei giorni scorsi questa truffa – altro metodo piuttosto diffuso – è stata messa a segno ai danni di un massetano. Analogo il meccanismo del falso funzionario di banca che telefona per chiedere se si sia effettuato qualche movimento nel proprio conto corrente. Segue la richiesta di coordinate e codici per un controllo e, invece, il prelievo è cosa fatta. Truffe Covid. Non mancano, infine, le truffe legate all’emergenza Covid. «Si va dalla somministrazione di cure o addirittura vaccini a casa, fino alla distribuzione di mascherine in casa. Tutti stratagemmi – spiega il colonnello Orefice – finalizzati a entrare in casa della vittima». Dunque, la precauzione resta la stessa: contattare le forze dell’ordine prima di aprire agli sconosciuti, e verificare con le forze dell’ordine che chi si è presentato alla porta sia davvero chi dice di essere. — E.P.

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