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Grosseto

«Ciao, Capitano, crediamo in te» E suona “Un senso” di Vasco Rossi

andrea capitani
«Ciao, Capitano, crediamo in te» E suona “Un senso” di Vasco Rossi

Tutta la comunità di Capalbio, diciassette sindaci, il presidente della Regione e il prefetto all’addio a Settimio Bianciardi 

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ultimo abbraccio

andrea capitani

«Ciao Capitano». Un mazzo di fiori viola, come i colori della sua Fiorentina. La foto di lui sorridente e altri fiori bianchi e rossi di fronte al feretro, scortato fino alla fine dai suoi agenti della polizia municipale. L’addio al sindaco di Capalbio Settimio Bianciardi, scomparso improvvisamente sabato dopo un malore durante una battuta di caccia, è arrivato da tutta la Maremma. Ha lasciato un grande vuoto non solo nella sua Capalbio, ma in tutta la provincia di Grosseto e in parte di quella di Viterbo.

A dargli l’ultimo saluto, ieri sono stati 16 sindaci della provincia di Grosseto e il primo cittadino di Montalto di Castro, tutti con la fascia tricolore e in molti casi anche con il gonfalone del proprio comune. Presente c’era il gotha toscano e maremmano della politica e delle istituzioni, tra cui il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore regionale Leonardo Marras, il prefetto di Grosseto Fabio Marsilio, rappresentanti dell’Arma dei carabinieri.

Ma anche tutta la Piccola Atene era lì, stretta intorno al suo sindaco e alla sua famiglia. Le regole anti-Covid hanno imposto che dentro la chiesa potessero presenziare solo una novantina di persone, ma il resto della comunità si è fermata sul sagrato e nelle vicinanze.

Con il cuore c’era anche chi non ha potuto essere presente, perché il Comune e la parrocchia di Capalbio hanno messo a disposizione una diretta su YouTube della funzione religiosa.

Il corteo funebre è partito dal palazzo del municipio per arrivare nella chiesa di Borgo Carige dove – assente il vescovo Giovanni Roncari per quarantena – assieme al vicario Luca Caprini ha presenziato le esequie un commosso don Marcello Serio, che ha ricordato la sua amicizia con Bianciardi.

«È un giorno triste per la nostra comunità – le parole di don Marcello – Era un uomo con carattere, era sincero. Rimarranno la sua sensibilità umana verso gli altri e il suo impegno contro la pandemia per trovare tutti gli aiuti necessari». In tanti lo soprannominavano “Capitano”, e così lo hanno chiamato durante l’ultimo saluto.

Parole speciali sono arrivate anche dalla sua giunta. Da Giuseppe Ranieri, suo vice e adesso prosindaco dopo la scomparsa dell’amico Settimio. «Tutti noi abbiamo creduto in Settimio e nel suo progetto – ha detto – Aveva a cuore gli interessi della nostra comunità. Quando ha assunto l’incarico di sindaco ha dedicato ogni momento per assolvere al meglio questo compito, aiutando la comunità in un momento difficile come l’attuale. Questo non gli ha impedito di sognare ed essere ambizioso per il nostro territorio, ha continuato a lavorare per il futuro. Amava Capalbio, la sua gente e la natura. Il nostro sindaco era un combattente, orgoglioso e fiero, disponibile. Alla famiglia va il nostro abbraccio. Siamo consapevoli del vuoto che Settimio ci lascia e ci impegneremo a portare avanti i suoi progetti, convinti che le sue idee siano le migliori possibili per il nostro Comune».

Anche il presidente della Regione Giani ha voluto dare il suo abbraccio alla famiglia Bianciardi e alla comunità assieme all’assessore regionale Marras. Giani ha pronunciato tante parole di elogio per il suo sindaco. «Porto il mio cordoglio e quello di tutta la Toscana – le sue parole – Settimio era una persona molto amata a Capalbio. Aveva capacità, si era fatto apprezzare e conoscere in tutta la Toscana. Lo avevo salutato prima della fine dell’anno, in lui vedevo un grande punto di riferimento tra i sindaci. E ci eravamo dati appuntamento a gennaio, mai avrei immaginato di venire in questa occasione. Sono turbato perché era una figura che aveva tanto da dare a tutti noi, alla sua famiglia e alla e alla sua comunità. Marras ed io lo ricorderemo anche in Regione e cercheremo di essere vicini a Capalbio, che perde molto».

Commovente il ricordo delle figlie. «Caro babbo, è morta una parte di noi e niente sarà più lo stesso. Eri la nostra spina dorsale. Ti ringraziamo per tutto quello che ci hai insegnato e lasciato. Siamo orgogliose di essere state i tuoi gioielli. C’è tanto ancora da fare, ma ci darai la forza per riuscirci. Nemmeno Capalbio si arrende, ci proveremo tutti uniti». Al termine della messa la salma è uscita sulle note della canzone “Un senso” di Vasco Rossi, per essere poi accompagnata al tempio crematorio di Grosseto. –

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