Il Tirreno

Grosseto

Elena Improta, presidente di Oltre lo sguardo 

Ha creduto da subito al progetto Dopo di noi per gli adulti disabili

ivana agostini

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il cordoglio

ivana agostini

Elena Improta, presidente dell’associazione Oltre lo sguardo che ha dato vita, in Maremma, al progetto Dopo di noi, non riesce a capacitarsi della morte di Settimio Bianciardi. Lo aveva sentito da pochi giorni e a breve avrebbero dovuto incontrarsi.

«Sono sconvolta – dice con la voce rotta dal pianto –. Settimio è stata una delle prime persone che ho conosciuto in Maremma, nel 2012, e con lui abbiamo iniziato a disegnare la nostra residenza. Iniziammo a parlare e lui fu molto colpito dalla mia storia e da quella di mio figlio».

Elena Improta è madre di un ragazza disabile e, per questo, ha cercato di creare un progetto che possa consentire ai ragazzi con disabilità di avere una loro indipendenza anche dopo la morte dei genitori.

Bianciardi strinse subito una profonda amicizia con Elena e sopratutto con suo figlio Mario. «Gli voleva molto bene e mi ha sempre riservato un posto nel suo cuore come amica da sostenere. La cosa che mi colpi di più fin da subito – aggiunge – fu che fu l’unico a credere nel mio progetto di creare spazi abitativi per il futuro dei ragazzi disabili».

Da allora quel progetto è diventato realtà e Settimio Bianciardi ne era veramente orgoglioso. «Pochi giorni fa avevamo parlato di un nuovo progetto spinti sempre dalle grandi doti umane e capacità imprenditoriali di Massimo Caputi, di Terme di Saturnia – spiega – di costruire una casa dedicata al Durante e Dopo di Noi a Borgo Carige. Per questo avremmo dovuto incontrarci».

Bianciardi non aveva un carattere semplice. «Spesso chi lavora con me mi diceva: “Chiamalo tu, con te non discute”. Io lo chiamavo senza problemi. Ci siamo sempre confrontati. Non abbiamo mai discusso. Era un uomo che aveva un profondo rispetto per il mondo femminile e per le idee e i progetti che facevano capo a delle donne. Ha sempre creduto nella forza delle donne. Era una persona lungimirante. Un uomo molto esigente con se stesso e forse per questo era intransigente con gli altri».

Nei mesi scorsi il sindaco è entrato in polemica con l’associazione contro la violenza sulle donne. «Ne rimasi dispiaciuta e lo sfidai dicendo alle ragazze del centro che le avrei ospitate da me – dice Improta –. Le cose poi si sono sistemate. Settimio era un grande uomo».

Ora Elena spera di poter andare avanti con i suoi progetti che poi erano anche quelli di Bianciardi. «Spero di poter portare avanti il nostro progetto e di poter raccontare ai cittadini con disabilità che un bravo sindaco non dimentica mai i suoi cittadini più bisognosi e fragili. Mi mancherà». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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