Attenzione
Grifonline, ovvero quando piccolo è ancora bello
Massimiliano Frascino
grosseto. La metafora più ovvia sarebbe quella di Davide contro Golia. Ma non calzerebbe a pennello. Perché Linkwave, il servizio wireless (senza fili) di connettività veloce «a km zero» offerto dalla società grossetana Grifonline, è piuttosto una scommessa imprenditoriale – indipendente – di offrire sul mercato locale, domestico, una connessione chiavi in mano utilizzando l’alta frequenza dei 5Ghz. È una realtà che opera sul campo dal 1997 – primo fornitore privato di connessione internet a Grosseto – che fattura un milione di euro e dà lavoro a dieci persone.
Titolare dell’azienda made in Maremma è Lorenzo Busatti, informatico eclettico che oltre ad aver anticipato i tempi sulle connettività via etere, lavora in giro per il mondo come consulente per la progettazione di reti wireless complesse e la sicurezza. «L’azienda – spiega Busatti – è nata sull’intuizione del boom che avrebbe avuto internet e abbiamo poi sviluppato la tecnologia di sfruttamento dell’alta frequenza a 5Ghz per offrire connettività a banda larga anche in zone periferiche della provincia, come quelle agricole collinari e montane. Oggi serviamo quasi 3mila utenze di privati e aziende come caseifici, oleifici, artigiani, alberghi e campeggi, connettendoli attraverso una rete di nostra proprietà che copre l’85 per cento della provincia. Composta di 25 ripetitori di segnale radio, cui i clienti si agganciano con le antenne che gli installiamo a domicilio. Il nostro “mantra” è l’accuratezza del servizio, garantendo un’assistenza completa che va dalla progettazione della rete, all’installazione degli apparati e fornitura di connettività. Essendo proprietari dell’infrastruttura portante, inoltre, siamo in grado d’intervenire in tempo reale in caso di malfunzionamenti o guasti, riducendo al minimo i tempi dell’eventuale assenza di segnale. Non a caso nel 2020 siamo stati offline appena sei ore sui 365 giorni dell’anno, poiché tutti gli impianti sono “ridondati”, con doppie antenne, così da non interrompere il servizio salvo guasti complessi».
Utilizzare la frequenza a 5Ghz consente di trasferire molti dati a lunghe distanze, e ha il vantaggio che funziona bene anche quando piove. Oltretutto, a differenza della tecnologia 5G – che utilizza un mix di alte e basse frequenze, ed è molto energivora – lo sfruttamento dell’alta frequenza consente di far lavorare le antenne con un assorbimento di appena un Watt di potenza. Linkwave, inoltre, possiede anche un network IoT (internet delle cose), che è una tecnologia di rete parallela.
«Come azienda ci piace fare quel che possiamo garantire – spiega ancora Busatti – e copriamo solo la provincia di Grosseto per scelta strategica, non per carenza di competenze. Non siamo interessati a implodere per aver acquisito clienti che non potremmo curare, perché per noi il disservizio è una cosa grave».
Di piccoli operatori come Linkwave in Italia ce ne sono 130 (a Siena, ad esempio, c’è Ivo: internet veloce ovunque), ma sono poco conosciuti e poco considerati dall’informazione mainstream. A questo proposito Busatti coglie l’occasione per levarsi il classico sassolino dalla scarpa. «La connettività internet è molto costosa, sia con la fibra che con il 5G, perché comporta investimenti cospicui per realizzare le infrastrutture che trasmettono il segnale. L’Italia è l’unico Paese al mondo che applica sconti fino al 75 per cento a chi compra molte frequenze, invece di aumentare i prezzi all’aumentare della domanda. Questo favorisce i grandi operatori di telecomunicazioni e soffoca i piccoli che non hanno capacità finanziaria paragonabile. Così quelli come noi per stare sul mercato devono offrire servizi di connettività a prezzi competitivi con costi più alti imposti dallo Stato». –
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