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Confiscati alla mafia 14 beni ma per metà sono inutilizzabili

Alfredo Faetti
Confiscati alla mafia 14 beni ma per metà sono inutilizzabili

Anche in provincia figurano terreni e altri immobili appartenuti alle organizzazioni L’assessore regionale Ciuoffo: «Smaltire la burocrazia per il loro affidamento»

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Alfredo Faetti

grosseto. Ci sono due letture della situazione in Maremma per quel che riguarda i beni confiscati alle mafie.

Da una parte i numeri sono molto bassi rispetti al resto d’Italia: segno che in termini di beni immobili la criminalità organizzata non ha messo radici in provincia.

Dall’altra parte, però, i beni comunque presenti restano non ben definiti e quindi non utilizzati, così come avviene negli altri territori dove le amministrazioni si affidano alle associazione.

Questo emerge dall’ultima pubblicazione dall’Anbsc, l’azienda nazionale che amministra i beni confiscati affidandoli agli enti locali.

Nella cartina pubblicata sono 14 quelli in Maremma, già presenti nell’elenco da anni, sette dei quali concentrati sul promontorio dell’Argentario, nascosti nella macchia e nella maggior parte dei casi neanche ben delineati.

Nella nota diffusa dalla Regione sono 141 i beni in questione in Toscana: questo il dato emerso nell’incontro tra l’assessore alla legalità della Toscana, Stefano Ciuoffo, e il nuovo direttore di Anbsc, il prefetto Bruno Corda: una riunione che è servita per entrare subito nel merito, con una disamina delle priorità. «Riteniamo essenziale – dice l’assessore – definire un protocollo di intenti che possa fare da cornice alle azioni che dovremo mettere in campo: in collaborazione con l’agenzia, con il nucleo delle prefetture toscane, con gli attori sociali e gli enti locali, affinando il quadro conoscitivo dei beni presenti e del loro stato attuale, migliorando le procedure per l’assegnazione e sostenendo le iniziative di rilancio e rigenerazione, economica e sociale».

Tra le priorità quella di snellire le procedure per l’affidamento dei beni.

Ma nel caso maremmano, la questione diventa ancora più spinosa, in quanto quei sette immobili (sei terreni agricoli e uno con un fabbricato rurale) sono inutilizzabili. Due di queste particelle di territorio, tra l’altro distanti tra loro, si trovano nella zona di Monte Po, uno degli avvallamenti tra la Collina del Valle e Forte del Pozzarello: un lembo di terra immersa nella macchia, su un versante impervio del promontorio. Poi c’è il fabbricato di Ronconali, circondato dagli altri quattro terreni in questione: nell’elenco risulta appunto un fabbricato, ma in realtà è una struttura diroccata, con le pareti basse e senza tetto, costruito di nuovo in un punto fuori mano. Caratteristiche che da subito hanno impedito all’amministrazione di poter trovare una giusta destinazione.

Nella mappa risultano anche i tre terreni nel comune di Sorano località La Casetta, borgata di San Valentino, da poco affidati all’amministrazione. A chiudere quattro immobili a Grosseto, ancora in gestione all’Anbsc. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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