Toscana
Un deposito unico europeo per le scorie radioattive E nessuna decisione imposta
Rifondazione Comunista, Sinistra Civica Ecologista e Sinistra Italiana intervengono sull’ipotesi del sito nazionale a Campagnatico
la posizione
Le Sinistre Unite della provincia di Grosseto ritengono né proponibile, né accettabile il poter considerare il territorio della Maremma come una delle possibili alternative per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi.
«Siamo ben consapevoli che la scelta definitiva di una localizzazione sul territorio nazionale debba essere fatta – dicono le Sinistre Unite – soprattutto perché oggi questi rifiuti sono conservati in vari luoghi e in condizioni che non garantiscono la piena sicurezza ambientale e della salute».
Per i rifiuti ad alta radioattività «la soluzione – sostengono – non può che essere quella di individuare un deposito unico europeo, accelerando un percorso già stabilito. Rimandiamo al mittente le piccate reazioni delle destre, che si ergono come paladine dei territori, ma che durante la campagna elettorale referendaria del 2011 scelsero la via del silenzio o, peggio, quella del sì alla produzione e all’uso dell’energia nucleare nel nostro Paese».
Per l’individuazione del sito nazionale destinato allo stoccaggio dei rifiuti a bassa radioattività «è necessario coinvolgere i territori – sottolineano – tenendo conto delle loro caratteristiche morfologiche, ma non prescindendo dalla possibile alterazione dei parametri socio-economici che ne hanno consentito e caratterizzato lo sviluppo attuale e la proiezione nel futuro».
«Questo approccio – valutano le Sinistre Unite – deve valere per un territorio come la Maremma, terra vocata al turismo e all’agricoltura di eccellenza, e deve valere per tutti i territori che, come la Maremma e l’Amiata, evidenziano emergenze di tipo ambientale e idrogeologico già oggetto di profonda preoccupazione».
«In ogni caso, auspichiamo che nessuna decisione sarà imposta; che del processo decisionale siano coinvolti gli enti locali intermedi quali artefici delle scelte di pianificazione del territorio; che i cittadini siano coinvolti attraverso un piano partecipato non ridotto a formalità, così come normato a livello nazionale e regionale».
«In questo percorso – concludono quindi le Sinistre Unite – ci sentiamo al fianco di quella classe di amministratori responsabili e preparati che, conoscono la complessità del problema e, nell’interesse collettivo dei cittadini e dell’ambiente, si adoperano per individuare soluzioni condivise all’altezza della sfida di un nuovo modello di sviluppo ecologicamente sostenibile».
Sinistre Unite
Rifondazione Comunista (Enrico Calossi)
Sinistra Civica Ecologista (Marco Giuliani)
Sinistra Italiana
(Nicola Menale)
Arci Caccia
«Per questa terra
dobbiamo mobilitarci»
Anche Arci Caccia Grosseto interviene sull’area del comune di Campagnatico come possibile sito di stoccaggio di rifiuti nucleari. «La provincia di Grosseto – dice il presidente provinciale Renzo Settembrini – è un gioiello naturalistico. Non siamo in grado di interpretare le ragioni tecniche che hanno portato a questa scelta, ma non possiamo accettarla. Noi cacciatori viviamo il territorio, e la grande conoscenza e il profondo rispetto che proviamo per questa non possono farci accettare un suo uso di essa come discarica delle sostanze più pericolose mai concepite dall’uomo. Chiediamo alle associazioni venatorie, a quelle degli agricoltori, agli ambientalisti e a tutte le istituzioni, una mobilitazione generale per impedire che si compia un errore così imperdonabile».
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