Il Tirreno

Grosseto

Il velista Pedote dalla Prysmian «Ci sono cose per essere felici»

Michela Nannini
Il velista Pedote dalla Prysmian «Ci sono cose per essere felici»

Nato agonisticamente nel Golfo di Follonica, il timoniere è appena rientrato nell’emisfero nord  

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LA SFIDA

Ieri mattina alle 10, 14 ora italiana Giancarlo Pedote e Prysmian Group hanno passato l’equatore rientrando quindi nell’emisfero nord dopo quasi due mesi dal primo passaggio, in quel caso verso sud, della Vendée Globe.

Il timoniere fiorentino – nato agonisticamente nel golfo di Follonica – naviga in settima posizione con l’obiettivo di recuperare ancora qualche miglia ai concorrenti che lo precedono. In pratica, dal ritorno in Atlantico è cominciata una gara del tutto nuova che sta rimescolando le carte e gli equipaggi in attesa della lunga volata verso Les Sables-d’Olonne dove si concluderà, fra circa cinquemila miglia, questa splendida regata. «In questa avventura ho scoperto molto di me stesso – spiega Giancarlo Pedote, raccontando anche qualche sensazione personale oltreché ad aggiornare sulle consuete informazioni tecniche e di regata – Ho capito che sulla terra ci sono tante cose per cui essere felici. Essere confinati a lungo in una barca ci farà apprezzare ancora di più il ritorno a terra, so molto bene che l’attuale situazione sanitaria non è semplice e che non sarà agevole per noi, una volta all’arrivo e per i mesi a venire. Comunque la mia vita è a terra, la mia famiglia è a terra e grazie a questa esperienza da ora in poi mi potrò godere ogni momento che trascorrerò con loro ancora di più».

Come per tutti i protagonisti della regata l’obiettivo di Giancarlo è adesso quello di arrivare presto a casa e abbracciare moglie e figli. «Quando sogno, sogno sempre la mia famiglia, sono in mare da molto tempo e ho due bambini piccoli, non voglio perdere troppe tappe della loro vita. Mia moglie mi dice che i denti da latte di Isabella iniziano a muoversi, non vedo l’ora di ammirarlo con i miei occhi».

Passando invece all’aspetto sportivo della regata il ritorno nell’emisfero nord rappresenta un altro punto di svolta importante per le imbarcazioni e gli skipper. «Ho passato l’equatore, per il morale è davvero top, fa bene pensare di essere nell’emisfero nord, quello di casa. Abbiamo il pot au noir da gestire ma lo affronteremo di giorno e di solito di giorno è meno esteso perché il sole riscalda l’aria e i temporali diminuiscono di intensità. Per ora non ci sono state precipitazioni ma nella transizione tra i due alisei potrei averne e dovrò stare attento. Le variazioni di vento sono leggere, dieci-15 gradi progressivi, questo ci lascia il tempo di correggere efficacemente la traiettoria della barca in accordo con le transizioni del vento. Le temperature – conclude Giancarlo – sono ancora elevate, tra 28 e 30 gradi, ma sappiamo che, piano piano, ridiscenderanno».

Per valutare la classifica finale saranno necessarie le compensazioni che interverranno al termine della regata da parte del comitato; lo skipper toscano deve recuperare una ventina di miglia al sesto in graduatoria Damien Seguin mentre lo scarto dal leader Charlie Dalin su Apivia è di circa cento miglia. –

Michela Nannini

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