Sicurezza
Le alghe prelevate dalla laguna andranno all’industria cartaria
orbetello. Lo smaltimento delle alghe che ogni anno vengono prelevate dalla laguna di Orbetello per favorire l’ossigenazione costa agli enti pubblici 150mila euro ad ogni maxiestrazione (che non è mai una e una sola). Con il sostegno di alcuni partner “scientifici” la cooperativa I pescatori di Orbetello sta cercando di imboccare la strada per cui quello che è un costo vivo diventi una risorsa. Come? Attraverso l’impiego in più di un settore industriale delle alghe, che sono sostanzialmente di due tipi: le alghe chetamorfe, chi si sviluppano a tubuli sottilissimi, e la valonia.
Da rifiuto speciale da smaltire potrebbero così diventare un’occasione di business. L’ipotesi più concreta su cui si sta lavorando guarda al settore cartario: forse non tutti lo sanno, ma le alghe possono essere impiegate per fare la carta.
Con il sostengo del Centro Iniziative Ricerche e Programmazione Economica (Cirpe), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), e Federagri, la cooperativa – a cui di anno in anno viene affidato l’appalto per il prelievo delle alghe dalla laguna – sta vagliando la realizzazione di più di un progetto: «Ogni raccolta corrisponde a svariate migliaia di tonnellate di alghe – spiega il presidente de I Pescatori Pier Luigi Piro – Vista l’enorme quantità sarebbe importante trasformarle in una risorsa, anche perché non ci saranno mai finanziamenti sufficienti per raccogliere tutte le alghe che si dovrebbero raccogliere per ossigenare al meglio la laguna. Le alghe possono essere utilizzate dalle cartiere ma anche nel biocompost e addirittura nell’imbottitura di cuscini. Noi crediamo che entro il 2021 sarà concluso – conclude Piro – il progetto per il riutilizzo delle alghe». E già si dice che sul mercato potrebbe essere lanciata una tipologia di carta battezzata Orbetello. –
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