Sicurezza
«La vasca dei pesci rossi alimentata con acqua potabile»
Protesta per lo spreco un residente che ha realizzato un video dimostrativo Il vicesindaco Pecorini: «Cerchiamo un’alternativa, serve un impianto diverso»
Giulia SIli
follonica. Circa 1.800 metri cubi d’acqua potabile all’anno che dalla vasca dei pesci rossi del parco di Ponente finiscono nelle fogne: a calcolare lo spreco è stato un residente.
La vasca esiste da moltissimi anni e da sempre è alimentata con lo stesso sistema. Il follonichese si è accorto della particolarità servendosi dell’acqua della cannellina adiacente alla vasca: aprendo il rubinetto per bere dalla fontanella pubblica, il flusso dello zampillo che alimenta la vasca dei pesci rossi diminuisce. Il cittadino ha pubblicato un video sui social per dimostrare quanto sostenuto: «Gli zampilli che alimentano la vasca cessano se si apre la cannellina – spiega nel video – e ripartono se si chiude. Abbiamo fatto un conto: dai calcoli pare che questi tre zampilli mandino in fogna ogni giorno circa 5 metri cubi di acqua potabile. Si tratta di circa 1.825 metri cubi di acqua all’anno». La fontana è stata riattivata circa due anni fa, dopo un intervento di ristrutturazione, e da allora non ha mai smesso di funzionare.
Il follonichese punta l’attenzione sullo spreco: «1.825 metri cubi di acqua all’anno per dieci pesciolini mi sembra un’esagerazione – dice il follonichese – ci sono dei sistemi che potrebbero evitare tutto questo spreco per il bene dei cittadini. Se fosse acqua che l’Acquedotto del Fiora fa pagare al Comune – sottolinea – vi dico subito che in un anno costerebbe 8. 322 euro, al costo che l’acquedotto emette a metro cubo».
Un conto eccessivo, che potrebbe tornare solo se il Comune pagasse l’acqua a consumo. Di fatto l’amministrazione paga però all’Acquedotto del Fiora un forfettario annuo. Resta comunque lo spreco di acqua potabile. «La vasca dei pesci funziona così da sempre – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini – sono almeno 30 anni che esiste ma l’alternativa ovviamente c’è. Per cambiare le cose è però necessario fare un lavoro all’impianto: esiste un pozzo ma per accedervi è necessario realizzare un sistema di condutture nuovo». La volontà di risolvere il problema non manca: «Ci impegneremo nel cercare soluzioni alternative – dice Pecorini – e valutare la fattibilità di un intervento». La vasca dei pesci è un lavoro che il Comune ha ricevuto da un privato cittadino che si è servito del baratto amministrativo per pagare dei tributi comunali scaduti. Un muratore rimasto indietro con i pagamenti si era infatti prestato alla realizzazione della nuova vasca. Ovviamente, però, il sistema di irrigazione è rimasto quello vecchio: quello che si serve dell’acqua dell’acquedotto. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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