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Grosseto

la tragedia 

La malattia spegne il sorriso di Cristina Tribunale in lutto

Elisabetta Giorgi Francesca Gori
La malattia spegne il sorriso di Cristina Tribunale in lutto

L’avvocata Formiconi avrebbe compiuto 55 anni ad agosto Il dolore dei colleghi e degli amici: oggi l’addio a Sterpeto

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Elisabetta Giorgi

Francesca Gori

grosseto. L’avvicinarsi alla fine era stato accompagnato da una fiammella ancora accesa pubblicata il giorno prima su Facebook dal dottor Edoardo Laiolo, che da mesi, insieme alla sua Cristina, stava combattendo la battaglia impari contro la malattia, quella che ieri mattina ha spento per sempre il sorriso della donna. Cristina Formiconi se n’è andata nella sua casa, circondata dall’amore della sua famiglia che per mesi l’ha spronata a resistere, che ha fatto tutto quello che era possibile e che ieri mattina ha dovuto lasciarla andare. Aveva 55 anni e un sorriso che illuminava e incantava, il sorriso di una donna che lavorava e che accudiva con grandissimo equilibrio la sua famiglia, che riusciva sempre a trovare una soluzione, anche nelle situazioni più complicate. Una donna di una forza incrollabile: quella che l’ha sostenuta per tutta la vita, anche nel periodo della malattia durante la quale non ha mai avuto un cedimento.

Cristina Formiconi avrebbe compiuto 55 anni il primo agosto: laureata in Giurisprudenza, la donna dal 2011 mandava avanti lo studio legale che era stato fondato dal padre, l’avvocato Giuseppe Formiconi. Era iscritta all’Ordine degli avvocati dal 1995 e dal 2012 faceva parte e dell’albo dei cassazionisti. L’avvocata era moglie del dottor Edoardo Laiolo, radiologo dell’ospedale Misericordia, conosciutissimo in città: il medico, titolare dell’ambulatorio di via Manin, lavora alla Salus da anni. È stato Laiolo, ieri mattina, a pubblicare la foto della moglie sul suo profilo di Facebook, scrivendo poche parole: «Cristina ci ha lasciati questa mattina. Il dolore è grandissimo». Un omaggio alla bellezza della moglie, che nella foto scelta sorride nello stesso modo in cui tanti amici le hanno visto fare per tutta la vita.

La notizia è arrivata ieri mattina nei corridoi e nelle aule di piazza Albegna dove tutto il tribunale è in lutto. Carlo Valle, presidente dell’ordine degli avvocati, esprime la vicinanza a nome di tutta la categoria. Valle piange «una collega e un’amica. Con lei ed Edoardo siamo sempre stati carissimi amici. Cristina è stata una persona molto vicina e un’avvocata di alto livello che coniugava la competenza alla gentilezza e all’onestà». Anche il direttivo della Camera penale ha voluto stringersi a Edoardo e al figlio Lorenzo, che della mamma ha deciso di seguire le orme e che studia Giurisprudenza a Bologna. «La Camera penale esprime il proprio cordoglio per la prematura scomparsa dell’avvocata Cristina Formiconi – dicono – stimata collega e splendida persona, unendosi al dolore dei suoi cari».

Quando morì il babbo, si prese sule spalle lo studio, si rimboccò le maniche e andò avanti. L’avvocato Andrea Ricciardi, che lavora nello stesso studio in via Liri non riesce a trattenere la commozione. «Ho perso una Collega, con la C maiuscola», dice. «Cristina era per me né più né meno che una seconda mamma: sono stato accolto nel 2014 da giovane neolaureato in uno studio professionale che ho scoperto essere una famiglia». A dividere con Cristina lo studio, da trent’anni, c’era l’avvocato Graziano Sarpa, arrivato quando ancora c’era il babbo della donna. «Cominciai con Giuseppe, nel ‘91, più o meno anche lei entrò in quel periodo. A Siena eravamo compagni di corso e siamo diventati avvocati insieme. Mai stato sul lavoro un motivo di discussione, uno screzio – dice – Lei era così, accondiscendente e molto equilibrata».

Insieme all’avvocato Formiconi e alla figlia, a Sarpa, c’era anche l’avvocata Morena Cappelletti e le segretarie, le stessi di allora: Giovanna Rivi e Monica Parrini. Una grande famiglia alla quale si era aggiunto Ricciardi.

Formiconi faceva parte dell’Osservatorio del diritto di famiglia, insieme alla collega Clara Mecacci, con la quale è entrata nell’associazione di diritto collaborativo Risolvere, che si occupa sempre di diritto di famiglia. «Lavoravo con lei in questo settore, ma lei era comunque un’avvocata a 360 gradi – ricorda – Bravissima collega, impegnata nella professione con passione e sensibilità». Anche il Circolo pattinatori partecipa al dolore del dottor Laiolo, consigliere del sodalizio biancorosso e medico delle nazionale italiana di hockey pista e del figlio Lorenzo. Le squadre giocheranno con il lutto al braccio e osserveranno un minuto di silenzio prima delle gare.

Il vuoto lasciato da Cristina è incolmabile: da ieri, quando la sua salma è stata accompagnata dalla San Lorenzo all’obitorio di Sterpeto, la città si è sentita più sola. Oggi alle 14,30, alla chiesa del cimitero comunale, saranno celebrati i funerali. —

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