Proteste
«Fattura Scev, nulla è imputabile a Evans Capuano»
follonica. Il consulente della difesa è stato chiaro di fronte al giudice: non è possibile muovere contestazioni a Evans Capuano in merito alla mancata emissione della fattura relativa al caso Scev, cioè la cessione dell’arenile di Pratoranieri che – tra l’altro – è stata oggetto di numerose udienze nell’ambito del procedimento principale, quello terminato con la condanna del commercialista a 12 anni.
Qui, nel procedimento di fronte al giudice Adolfo Di Zenzo, in contestazione c’è la violazione dell’articolo 3 del decreto legislativo 74 del 2000 (dichiarazioni fraudolente a fini di evasione) per una fattura da 800mila euro non contabilizzata, questioni su cui l’accusa (in aula il pm Anna Pensabene) aveva fatto luce nell’udienza precedente, con l’audizione dei testimoni della guardia di finanza. Il dottor Marco Granata, di Roma, commercialista, chiamato dall’avvocato Guiscardo Allescia, ha illustrato la sua consulenza, spiegando che quell’articolo non ricomprende l’ipotesi contestata a Capuano e che comunque quanto fatto dal commercialista «non è un modo per impedire l’accertamento dei fatti». Anche se la fattura era stata poi annullata, Granata ha sottolineato (e questo è il secondo punto che interessa alla difesa) che «emergono comunque valori tali da non superare la soglia indicata nell’articolo», neanche ai fini Iva.
Questioni tecniche, insomma, rimesse alle valutazioni del giudice che ha aggiornato l’udienza alla metà di febbraio per la discussione. Prima di Granata, era stato ascoltato il notaio Sergio Graziosi di Follonica, che ha illustrato i termini, le modalità e le date del contratto per la cessione dell’arenile. — P.S.
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