Attenzione
Calci e pugni, neutralizzato con lo spray
I carabinieri lo hanno arrestato per resistenza, era entrato nella scuola per adulti molestando un’insegnante
Pierluigi Sposato
Follonica. È servito lo spray al peperoncino per rendere inoffensivo un nigeriano di 26 anni, Sunday Agor, abitante a Piombino, arrestato poi dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale, ma finito nei guai anche per danneggiamento dell’auto di servizio e per aver molestato una donna, insegnante al Centro provinciale per l’istruzione degli adulti. È proprio qui che l’uomo è stato arrestato, anche se un paio di ore prima i carabinieri si erano già occupati di lui.
Andiamo per ordine. Giovedì intorno alle 12, dal supermercato Lidl arriva la richiesta di intervento alla centrale del 112 perché c’è un uomo che sta importunando i clienti. In particolare, viene riferito che l’uomo aveva cercato di prendere il carrello di una cliente per recuperare la moneta, con l’intervento dell’addetto alla sicurezza dell’esercizio. Arriva una pattuglia, ne sopraggiunge un’altra, l’uomo poi identificato per Agor alla fine si fa convincere ad andare via.
Ore 14.35 nuova telefonata al 112, stavolta dal Cpia. I carabinieri ascoltano le testimonianze dei presenti e ricostruiscono che Agor è arrivato barcollante nella scuola di cui era stato allievo tempo fa, tenendo in mano una scatola di cartone con vino rosso. Si aggira per le aule, sembra anche che abbia interrotto una lezione. Poi rivolge la parola a una insegnante, chiedendole abbastanza esplicitamente, secondo l’accusa, di andare a fare sesso con lui nel bagno. Un collaboratore scolastico dà l’allarme. Quando la pattuglia del radiomobile arriva, Agor ha ancora l’alito che odora di vino e si dimostra “poco collaborativo” con i militari. Si agita al punto con spintoni e calci che i carabinieri sono costretti a immobilizzarlo, utilizzando lo spray al peperoncino in dotazione alla pattuglia, senza rimanere né contusi né feriti. Lo stato di agitazione prosegue anche sull’auto di servizio su cui viene fatto salire: i carabinieri hanno allegato al fascicolo le foto dello sportello danneggiato dalla parte interna. Una volta in caserma, Agor viene identificato e dal terminale si ricava che ha dei precedenti di polizia, oltre che un permesso di soggiorno scaduto e un decreto di espulsione emesso dalla Questura di Latina.
Ieri mattina, l’uomo è stato portato davanti al giudice Adolfo Di Zenzo, che ha convalidato il provvedimento chiesto dal pm Anna Pensabene (in aula il vpo Alessandro Bonasera), ha liberato Agor e ha disposto il divieto di dimora in provincia di Grosseto. Al giudice, aiutato da un’interprete, il giovane uomo ha spiegato di aver sì dato dei colpi all’auto ma non di non aver capito perché era stata chiamata la pattuglia. Il difensore Tania Amarugi ha chiesto i termini per la difesa, il processo è stato aggiornato alla fine del mese. —
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