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Multata la palestra aperta. «Andiamo avanti lo stesso»

Gabriele Baldanzi
L'ingresso della palestra
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L'ingresso della palestra

La polizia municipale si è presentata alle 7: sanzionata soltanto la società. Gli agenti hanno accertato che le precauzioni anti Covid erano state adottate

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GROSSETO. Non solo i bar e i ristoranti, ma anche le palestre. Tra le molteplici adesioni alla giornata di disobbedienza civile #Ioapro anche quella del fitness.

Nella giornata di venerdì 15 gennaio, a Grosseto la catena GimFive, con 12 palestre tra Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, ha deciso di accogliere i clienti fin dal mattino.

«Erano da poco passate le 7 – racconta Michele Parrini, uno dei collaboratori – quando è venuta la polizia municipale e ha verbalizzato la nostra disobbidienza. Lo sapevamo. Fino a quel momento una sola persona era entrata per allenarsi. Gli agenti sono stati gentili e hanno fatto il loro dovere. Io ho seguito le disposizioni che arrivano dai vertici del gruppo. Noi vogliamo solo lavorare, farlo in massima sicurezza. E questa è una palestra che rispetta le regole. Lo ha sempre fatto». La palestra “ribelle” si è unita, dunque, al grido di #ioapro, iniziativa lanciata sui social che intendeva contravvenire alle regole dell’Italia a colori. Da parte loro, i responsabili della palestra difendono da giorni la scelta di aprire. «Abbiamo avuto controlli in sette sedi su 12, compresa Grosseto, la prima a essere visitata – conferma il responsabile marketing Federico Milieni – ma non risulta alcun tesserato multato. A meno di clamorose novità, noi intendiamo restare aperti. Ci fa piacere il fatto che tante persone ci sostengano in questa iniziativa che non ci stancheremo mai di ripeterlo, non è contro il Governo o contro le forze dell’ordine. Si tratta invece di una protesta pacifica, per far comprendere all’esecutivo che gli ultimi Dpcm sono diventati insostenibili».

La catena di palestre GimFive sostiene che rispettando tutte le norme messe a punto per il settore è possibile continuare a lavorare. I clienti, centinaia, chiedono ogni giorno quando possono ricominciare ad allenarsi: la voglia di correre su un tapis roulant, di sedersi su una panca, di impugnare un manubrio o un bilanciere, in molti è più forte della paura dei contagi, che peraltro – lo dicono i report – sono stati quasi zero nelle palestre. Una riapertura, insomma, che vuole essere definitiva, al di là della manifestazione di ieri, «perché – commenta ancora Federico Milieni – abbiamo novanta persone impiegate e spese correnti significative. Non ci interessano miseri ristori».

I controlli della municipale si sono svolti rapidamente. La palestra aveva tutto in regola dal punto di vista delle precauzioni Covid. Non sono state verbalizzate sanzioni ai clienti, il gestore si è limitato a prendere atto del verbale. «Continueremo con la nostra disobbedienza civile – ha ribadito Milieni in un video – mettendo al primo posto il nostro diritto al lavoro. Il 2020 è iniziato male ed è finito peggio. A suo tempo avevamo fatto tutte le modifiche che ci sono state richieste e ci siamo adeguati in termini di sicurezza. I rimborsi, la cassa integrazione, lo ripeto, non sono sufficienti». —

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