Gioco
«Infermieri assunti d’urgenza costretti a pagare la penale di mancato preavviso»
GROSSETO. L’Usb (Unione sindacale di base) denuncia le difficoltà dei lavoratori del mondo della sanità.
«Continuano a arrivare alla nostra organizzazione sindacale – dice Usb – molte segnalazioni di infermieri e operatori socio sanitari che, assunti con procedura d’urgenza legata alla pandemia, si sono visti applicare dal precedente datore di lavoro la penale per mancato preavviso di licenziamento. Da marzo 2020 a oggi sono centinaia le lavoratrici e i lavoratori reclutati dalle graduatorie concorsuali, dalle varie Asl toscane per fronteggiare l’emergenza pandemica e l’entrata in servizio, data l’eccezionalità del contesto, era prevista entro una settimana dalla chiamata. Tante, fra le persone presenti nelle graduatorie concorsuali, già avevano un contratto di lavoro in essere e provenivano dalle cooperative sociali e si sono visti detrarre dalla busta paga finale la penale, invero onerosa, per mancato rispetto dei termini di preavviso. Certamente tutto questo è avvenuto nel rispetto della norma e dei contratti di lavoro, ma nessuno, datori di lavoro in primis, si è fatto scrupolo nello scaricare il costo dell’operazione sulle spalle di lavoratori impiegati in prima linea contro il Covid. Ciò è continuato fino a quando la Regione Toscana, con colpevole e incomprensibile ritardo, il 13 novembre 2020 ha emanato una circolare in cui specificava che nessuna penale era dovuta in caso di reclutamento per l’emergenza Covid. Pur capendo le difficoltà in cui si sono trovate le cooperative per l’emorragia di dipendenti e la complessità nel reclutarne di nuovi, si constata con amarezza quanto lo spirito sociale e solidaristico che dovrebbe contraddistinguere l’associazionismo cooperativo resti solo sulla carta e le lavoratrici e i lavoratori rimangano intrappolati in meccanismi che, spesso aggravati da una rincorsa al massimo ribasso delle gare d’appalto, pregiudicano condizioni di lavoro e sicurezza». Usb nota la differenza con la Regione Lazio «che da marzo 2020 ha emanato un’ordinanza regionale che esentava i lavoratori chiamati per l’emergenza pandemica dal dare il preavviso», mentre la Regione Toscana «ha tergiversato fino a novembre 2020 “indicando e invitando” solo a non applicare la penale. «Si ponga rimedio a questa ingiustizia e la Regione Toscana si faccia parte attiva per trovare una soluzione che porti a un risarcimento economico». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google