Sicurezza
Il bosco si sostiene da sé con la vendita del legno
Allo studio i 560 ettari di superficie: i proventi utilizzati per sistemare i parchi urbani della Lecciatina e di Poggio
massa marittima. Un patrimonio boschivo in grado di auto sostenersi economicamente: è questo il principio seguito dai tecnici dell’unione dei Comuni Colline Metallifere che si stanno occupando della revisione del piano di gestione del patrimonio agricolo e forestale del Comune di Massa Marittima. Dora Cimini, Damiano Nitti, Alessandro Samola, Andrea Piazzi e Davide Melini a questo proposito stanno studiando pezzo per pezzo i 560 ettari posseduti dal Comune.
L’idea di base è quella di riuscire a mettere a frutto una parte dei boschi posseduti, vendendo la legna ottenuta dal taglio, per reinvestire i proventi nei boschi urbani come la Lecciatina e il parco di Poggio. «L’idea – spiega il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini in merito alla collaborazione con l’Unione – è di riutilizzare i proventi del bosco per i boschi urbani, dove c’è necessità di intervenire. Il parco di Poggio, ad esempio, è una risorsa importante ma ha bisogno di lavori e questo è un modo per permetterne il sostentamento. Per riqualificare il parco abbiamo quindi pensato di utilizzare i proventi della vendita del legname».
L’80 percento del patrimonio interessato dalla revisione è superficie forestale con diversi tipi di bosco la cui parte più importante è quella del bosco ceduo, ovvero quel tipo di vegetazione capace di rigenerarsi velocemente e dalla quale si ottiene normalmente legna da ardere o paleria. Uno degli obiettivi del piano è proprio il recupero di una parte di questi popolamenti a ceduo, avviando poi all’alto fusto le superfici migliori. Non mancano poi le latifoglie e le fustaie miste, importanti per la difesa idrogeologica del suolo. La parte di bosco governata a ceduo è quindi la parte produttiva del piano che permetterà al Comune di ottenere dei proventi dalla gestione.
Per la prima volta dentro al piano è poi stata inserita anche la sezione che interessa il complesso del lago dell’Accesa. Il Comune è adesso proprietario della zona verde e del promontorio prospiciente, prima all’interno dei terreni afferenti alla miniera, e con il nuovo piano si vuole dare valorizzazione alla zona. Il lago dell’Accesa non avrà funzione produttiva ma dentro al piano di gestione ci saranno interventi finalizzati all’uso turistico e ricreativo della zona, con piccoli interventi di miglioramento. L’obiettivo è infatti dare risalto ai punti panoramici, migliorare i percorsi di accesso e, sopratutto, rendere più accessibile la zone delle tombe etrusche. «Interventi puntuali – spiegano i tecnici – che puntano alla fruizione dell’area». — G.S.
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