Il Tirreno

Grosseto

mozione approvata all’unanimità a firenze 

Zone distretto da ridimensionare Ulmi: «Il Pd ha cambiato idea»

Lina Senserini
Zone distretto da ridimensionare Ulmi: «Il Pd ha cambiato idea»

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Grosseto. Rivedere i confini delle zone socio-sanitarie della Toscana, oggi troppo vaste e disomogenee, con particolare riguardo alle aree più disagiate, quelle rurali, montane e di confine. È quanto chiede una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, presentata dal gruppo del Pd.

Come recita la mozione, infatti, le attuali delimitazioni territoriali, in alcuni casi particolarmente estese, «hanno fatto emergere criticità nel raggiungimento dell’obiettivo dell’efficace gestione delle attività territoriali sanitarie, sociosanitarie e sociali integrate», tali che è necessario trovare soluzioni diverse e di maggiore omogeneità. Le difficoltà nella gestione dei servizi di assistenza nel territorio, sono emerse soprattutto nella Asl Sudest, che ha un’estensione territoriale doppia rispetto alle altre due. In particolare in provincia di Grosseto, in cui sono state create due sole zone, una estesa dall’Amiata a Grosseto, alle Colline Metallifere, contro l’altra limitata alla sola area costiera meridionale e Colline dell’Albegna. Una divisione sproporzionata in termini di popolazione, estensione territoriale e risorse, in favore della zona Area Grossetana, Amiata e Colline, sulla quale si sono consumati scontri politici all’ultima cartuccia, per la presidenza la società della salute, il Coeso, che nella zona-distretto gestisce i servizi.

La mozione impegna la giunta regionale a valutare la necessità di avviare una revisione delle attuali delimitazioni territoriali, anche «attraverso il necessario coinvolgimento delle rappresentanze degli enti locali, al fine di perseguire il potenziamento complessivo della sanità territoriale, la maggiore capacità di programmazione e gestione dei servizi socio-sanitari, anche in considerazione dei nuovi bisogni di salute emersi con il Covid».

Soddisfatto del voto unanime, il consigliere della Lega e vicepresidente della commissione Sanità, Andrea Ulmi, che peraltro ha presentato un emendamento alla mozione proposto dal Carroccio. «Il Pd ha cambiato idea sulle zone socio sanitarie – ha dichiarato – smontando la riforma voluta dall’allora assessora alla Sanità Saccardi, un su cui mi sono da sempre battuto. Come Lega abbiamo sempre contrastato la fusione di zone-distretto che, dietro alla garanzia di 150mila euro per ciascuna area accorpata, ha creato veri e propri mostri, come quello rappresentato dal Coeso, che dietro a un contributo di 450mila euro ha unito l’area grossetana, con le Colline Metallifere e l’Amiata. Una struttura lontana dai territori che ha dimostrato tutte le sue difficoltà di funzionamento, a partire dalla necessità di creare quel patto parasociale per l’elezione del presidente che ha condotto all’attuale impasse. Ho sempre diffidato dal fatto che si potessero mettere sullo stesso piano le problematiche di un comune amiatino o costiero o di un piccolo comune delle Colline Metallifere, con quelle di una città come Grosseto. Per questo sono convinto che, con questa mozione, si sia compiuto un atto di giustizia. Spero vivamente, ma mi sorprenderebbe se ciò non avvenisse, che la giunta accolga gli indirizzi dati all’unanimità, per tornare a politiche socio-sanitarie che definirei più giuste, in grado di garantire e quei servizi che noi abbiamo auspicato, su cui siamo stati criticati, ma che oggi vengono evidentemente recepiti anche dagli altri». – Lina Senserini

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