Attenzione
Provincia, le elezioni sono in bilico e la data resta incerta
Causa pandemia, è slittato il rinnovo delle cariche ed è probabile una proroga con il rinvio all’estate
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. A causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni, sono state rinviate le elezioni dei presidenti delle Province e dei consigli provinciali previste nell’ultimo trimestre del 2020 e nei primi mesi del 2021.
Spostate a marzo quelle che avrebbero dovuto svolgersi nel novembre-dicembre dell’anno scorso, ancora da definire il calendario delle consultazioni previste in questo periodo.
È il caso di Grosseto. Per quanto riguarda la nostra Provincia (Vivarelli Colonna e l’assemblea scadono a fine gennaio) non ci sono al momento novità.
Due le possibilità vagliate dall’Upi in questi giorni: la prima, più remota, è che nei prossimi giorni Grosseto venga allineata alle Province che votano in primavera (per esempio Carrara); più probabile e logica, però, una proroga per gli attuali amministratori, con il conseguente rinvio all’estate, quando in Maremma si sarà votato in cinque comuni (Grosseto, Orbetello, Castiglione della Pescaia, Scansano e Roccalbegna) con una nuova composizione dei consigli.
Il 28 ottobre scorso, nel Dpcm Ristori, era stata inserita una disposizione in merito a questa tipologia di consultazioni elettorali, con l’evidente volontà di procrastinarle, vista la situazione pandemica.
Il decreto legge successivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non conteneva però indicazioni su eventuali rinvii. Il balletto di date è continuato fino a dicembre, quando, in accordo con l’Upi, il Ministero dell’Interno, ha fissato il termine del 31 marzo per i consigli in scadenza l’anno passato. Far venire a Palazzo Aldobrandeschi 376 amministratori, magari diluiti in due giornate, non comporta grandi rischi.
Si è votato quattro giorni fa a La Spezia con una partecipazione analoga. E infatti, di fronte alla prospettiva di un ulteriore spostamento delle Provinciali, c’è chi storce la bocca: un eventuale rinvio, per esempio, non piace agli M5s, che difficilmente dopo le elezioni amministrative di primavera riuscirebbe a riportare 4 persone nel consiglio comunale del capoluogo. Il voto per un organismo decisamente declassato dalla legge Delrio non sembra invece una priorità per il centrodestra, al punto che nei mesi scorsi si era ulteriormente rafforzata la voce che Antonfrancesco Vivarelli Colonna potrebbe non ricandidarsi a presidente, lasciando il posto a Luca Grisanti (primo cittadino di Campagnatico, gradito anche ad alcuni amministratori civici) o ad Andrea Casamenti (Orbetello). D’altra parte, la guida di un ente ormai svuotato di competenze presuppone rogne, impegni e poche soddisfazioni. Comunque, si votasse a fine marzo, il risultato sarebbe in bilico.
Sul fronte centrosinistra, dato per scontato il passo indietro di Follonica (che ora ha il consigliere regionale, con l’ingresso a palazzo del Pegaso di Donatella Spadi), se la giocano il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola e quello di Santa Fiora Federico Balocchi. Con Rinaldo Carlicchi (Italia Viva), che in caso di vittoria dell’asse Pd-Italia Viva-M5s, potrebbe fare il vice. Le Province sono state trasformate dalla legge Delrio in enti di secondo livello e l’elezione degli organi di governo è prevista con una procedura indiretta e un voto ponderato. Il corpo elettorale è infatti costituito dai primi cittadini e dai consiglieri comunali. Per la tornata elettorale 2021 un’apposita norma consente di candidarsi anche ai sindaci con un mandato residuo inferiore ai 18 mesi.
Decadendo dalla carica si decade automaticamente anche dal rispettivo ruolo provinciale. —
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