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Il consiglio regionale dice no all’unanimità Mano tesa ai Comuni

Il consiglio regionale dice no all’unanimità Mano tesa ai Comuni

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firenze. Il consiglio regionale dice un «no» compatto all’ipotesi di realizzare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi in Toscana, dove la Sogin ha individuato due delle 67 aree candidate a ospitarlo: una a Campagnatico e una tra i comuni di Pienza-Trequanda, in provincia di Siena.

Lo fa votando all’unanimità una mozione che è la sintesi di quattro atti presentati rispettivamente dai gruppi di Italia Viva, Lega, Partito democratico e Fratelli d’Italia.

«A seguito della conferenza dei capigruppo in cui mi era stato dato mandato di cercare una soluzione comune – ha detto in aula il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo – abbiamo predisposto un documento unitario per dare ancora più forza al presidente Giani nel momento in cui discuterà del tema col governo».

Nell’atto si impegna la Giunta regionale a «continuare e a esprimere con nettezza tale contrarietà in tutti i luoghi deputati» e «a fornire ai comuni interessati, in tutti i passaggi procedimentali, ogni supporto utile al fine di sostenere con la massima efficacia la posizione di contrarietà all’individuazione dei siti in oggetto».

Soddisfazione bipartisan in aula. «I siti individuati in Toscana devono essere cancellati dalla lista per motivi come hanno già sottolineato il presidente Giani e l’assessore regionale all’ambiente Monni – ha spiegato la consigliera del Pd Donatella Spadi intervenendo in aula durante il dibattito – Le bellezze storico-paesaggistiche ed enogastronomiche dei territori senesi non si discutono e la zona di Campagnatico è una delle zone più belle della Maremma. Il sito per lo smaltimento verrebbe ubicato nel bacino idrogeologico del fiume Ombrone, a pochi chilometri dal centro abitato di Campagnatico e da altre frazioni come Pianetto e Piantaverna, ma anche a poca distanza dal Parco regionale della Maremma e da Monteleoni. Inoltre Campagnatico è una zona di produzioni agricole di alta qualità e, seppur in totale sicurezza, questo deposito potrebbe recare un danno all’economia locale». Spadi ha invitato però anche a evitare allarmismi poiché, dice, il percorso per individuare quale delle 67 aree scegliere è ancora lungo e complesso.

Soddisfatto anche il consigliere regionale della Lega Andrea Ulmi «per un percorso condiviso – dice – che ha visto tutto il consiglio regionale esprimere una posizione di netta contrarietà a portare in Toscana i rifiuti radioattivi». La palla, per Ulmi, adesso passa al governo. «La scelta della Val d’Orcia e della Maremma ci era sembrata scellerata – dice – e speriamo che ci possa essere un ripensamento netto. Non ci dimentichiamo che la Val d’Orcia è un patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco, mentre il comune di Campagnatico si trova a pochi chilometri dal Parco della Maremma, attraversato dallo stesso fiume Ombrone vicino alle cui sponde si ipotizza il deposito delle scorie radioattive. Entrambe le realtà inoltre si trovano nelle vicinanze di zone speciali di conservazione, dunque dall’elevato contenuto ambientale». La Lega, assicura Ulmi, sarà vicina alle realtà locali. —

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