Il Tirreno

Grosseto

L’INCIDENTE NELLA ZONA DELLE STRILLAIE 

Auto si ribalta e vola nel canale Paura per un postino 21enne

Elisabetta Giorgi
Auto si ribalta e vola nel canale Paura per un postino 21enne

La Fiat Panda per fortuna si raddrizza nell’acqua del San Rocco, per il giovane lievi lesioni e notte al pronto soccorso: «Pericolo scampato, è andata di lusso»

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Elisabetta Giorgi

GROSSETO. L’auto ribaltata finisce nel canale San Rocco che costeggia la strada provinciale delle Collacchie: per un 21enne grossetano tanta paura e poi la felicità per il pericolo scampato grazie alla buona sorte. La macchina che guidava è sbandata scivolando giù per la scarpata, si è ribaltata ma fortunatamente anche raddrizzata per il verso giusto in acqua, con il tettuccio verso il cielo, cosicché il ragazzo non è rimasto intrappolato all’ingiù e la sua storia ha avuto un lieto fine. Il giovane ha aperto lo sportello e mentre l’acqua gelida gli era già salita alla vita ed è riuscito a uscire dall’abitacolo per poi chiedere aiuto a chi passava.

Francesco Frassinetti ha 21 anni ed è dipendente di Poste spa. Rientrava in città dal servizio di consegna lettere nelle campagne. Erano circa le 19,30 di lunedì. Era al volante di un mezzo sostitutivo di Poste, una Fiat Panda. Proveniva dalla strada delle Strillaie ed era diretto verso la provinciale 158 delle Collacchie in direzione Grosseto. In quel punto – facendo una leggera curva a destra – si deve imboccare un ponticino che sovrasta il canale di San Rocco, ma a quell’ora, complice la scarsa visibilità, Frassinetti non ha preso il ponte ma è andato a dritto.

Ha provato ad aggiustare la traiettoria con una manovra in extremis finendo però nella scarpata che costeggia il canale, e da lì è piombato in acqua. Scivolando giù, la macchina è rotolata su stessa cappottandosi per una volta, ma alla fine si è assestata per il verso giusto. Lo racconta lui stesso, ragazzo fortunato, dopo essere stato dimesso da una notte passata al Pronto soccorso. «La mia velocità era ridotta – dice – Andavo piano ma la visibilità era quella che era. Anche con gli anabbaglianti non si vedeva niente. Arrivavo dalle Strillaie, dovevo girare lì in quel ponticino per andare verso Grosseto. Per fare il ponte devi girare il volante verso destra di pochi centimetri: fai una piccola virata. Se non tocchi il volante vai a dritto…». E così è stato, lui è andato dritto. È stato un attimo. «Anche andando piano non sono riuscito a vedere che la stradina finiva. Quando mi sono reso conto della situazione ho iniziato a frenare, ho girato lo sterzo ma sono piombato giù. Mi sono cappottato nel burrone, ho fatto un giro e alla fine mi sono schiantato dentro al fiume, ma fortunatamente sono “atterrato” in acqua a testa in su. È andata di lusso – dice – perché se atterravo in giù era un macello».

E poi? «Poi mi sono guardato intorno, ho aperto lo sportello e mi è entrata in macchina l’acqua, che è arrivata fino alla vita. Era bella fredda. Alla fine mi sono ritrovato la felpa asciutta e i pantaloni zuppi».

Francesco è risalito in superficie. Ai bordi della strada una macchina si è fermata. «Abbiamo iniziato a fare le telefonate. Sono arrivati la polizia municipale, i vigili del fuoco, l’ambulanza, tutti. Mi hanno aiutato e mi hanno coperto che ero fradicio». Il giovane è stato avvolto con dei plaid, caricato in ambulanza e portato al Pronto soccorso dove ha passato la notte. È stato dimesso ieri in tarda mattinata; per lui lievi lesioni. Ha sbattuto la testa. «È andata strabene – dice – Adesso sono a casa e felice, anche i miei si erano preoccupati ma abbiamo tirato un sospiro di sollievo. L’ho scampata bella».

Paura? All’inizio neppure troppa. In primis ha prevalso la necessità di uscire da quella situazione ma subito dopo, quando lui ha “realizzato” e sono arrivati i soccorsi, è subentrato sì lo choc, comprensibile. Adesso è tutto rientrato. Lì sul posto – ai lati di San Rocco – ieri mattina restavano le tracce degli pneumatici che portavano dritte al canale. E uno specchietto che si è staccato mentre la vettura rotolava giù. —

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