Sicurezza
Rientro in classe per le scuole superiori, con “Ti accompagno” il Covid perde il bus
Il test del Tirreno alla fermata da bollino rosso di viale Sonnino: pullman pieni a metà, tante corse bis, steward e controlli
Francesca Ferri
GROSSETO. Maddalena, 17 anni, studia al Professionale indirizzo estetica. Aspetta il pullman per Marsiliana: «Stamani all’andata c’erano tanti posti liberi, non era zeppo come a settembre. Tornare in classe? Sì, è molto meglio per lo studio». Niccolo e Andrea, 14 anni, frequentano la 1ª Agrario. «La didattica a distanza è noiosa». E pazienza se per arrivarci sono 40 minuti all’andata e 40 al ritorno. «Meglio così, a scuola ci si diverte di più».
Il Sars-Cov-2 ha perso il pullman. Almeno ieri. Se l’ostacolo per far rientrare i ragazzi delle superiori in aula dopo due mesi di stop erano i mezzi di trasporto sovraffollati, be’, il ritorno in aula di ieri, in provincia di Grosseto, ha dimostrato che con un po’ di organizzazione la cosa si può fare.
Autobus abbondanti rispetto al numero degli studenti, molti sedili vuoti, spazio interpersonale garantito a bordo e, alla fermata, controlli per tenere i ragazzi separati e con la mascherina ben calzata. Questo il risultato del test che Il Tirreno ha fatto in una delle fermate più trafficate della città, quella in viale Sonnino, davanti alla pizzeria Yellow, crocevia di decine di linee che portano ai quattro angoli della provincia.
In oltre un’ora, dalle 12,45 alle 13,50, 28 bus Tiemme e 12 “bis”, noleggiati dall’azienda, hanno caricato e riaccompagnato a casa decine di ragazzi della Cittadella dello studente. Tutti occupati al massimo a metà, molti anche meno.
A terra, intanto, fermata presidiata da due steward del Rovani group, Simone Secches, 24 anni, e Francesco Trane, 43 e dall’addetto della Tiemme Roberto Baglioni.
È questa una delle 30 fermate in provincia dove è stato attivato il progetto “Ti accompagno”, finanziato dalla Regione con 41mila euro per dotare le fermate di steward (addetti del Rovani o volontari di Cri e Protezione civile). Tiemme ha poi aumentato i bus: oltre ai suoi 69, ne viaggiano 36 dietro ai bus “titolari” e raccolgono i passeggeri in esubero.
I ragazzi cominciano ad arrivare intorno alle 13. Il bus per Marina è il primo, alle 13,16: vuoto. Poi Montorsaio, seguito dal suo bis: una persona. Poi Istia, Follonica, Grilli, Punta Ala, Marsiliana, Alberese e le loro corse doppione.
«Autobus da 61 posti adesso trasportano al massimo 27 passeggeri», spiega Baglioni. «Se il nostro bus ha raggiunto il 50 per cento dei posti occupati, l’autista indica ai passeggeri di salire sul bis che lo segue». Succede con la corsa per Murci. L’autista apre la porta e spiega: siamo al completo, due salgano sul pullman bis dietro. Sul 390 per Porto Santo Stefano quattro ragazzi salgono sul Tiemme, cinque sul bis.
A bordo, sbirciando tra una salita e un’altra, i ragazzi sembrano ben distribuiti. Del resto c’è chi si deve fare oltre un’ora di viaggio, come chi va a Pitigliano o ad Arcidosso. Eppure nei sedili in fondo c’è sempre qualcuno che sgarra. Tenere gli adolescenti isolati gli uni dagli altri non è cosa facile. «Bisogna, però, anche contare che ci sono fratelli o persone dello stesso nucleo familiare», spiega Baglioni.
E a terra? «Ragazzi, su la mascherina e state a distanza», ripetono Secches e Trane. «Le scuse per non portarla vanno da: “Sto fumando” a “Sto leccando il lecca lecca”», raccontano. Francesco vede due ragazzini appiccicati e va a dividerli: «Ma è la mia cugina. «E tu stai lontano lo stesso».
«A volte qualcuno ti manda anche a quel paese», dice Francesco. «Ma ora mi pare che la situazione sia sotto controllo».
Una «giornata positiva» grazie «all’ampio lavoro di squadra che l’ha preceduta», l’ha definita più tardi il presidente di Tiemme Massimiliano Dindalini. Intanto i bus continuano a sfilare, il freddo è pungente. Ogni volta Francesco e Simone si mettono alla porta e fanno salire uno per volta. Sono quasi le 14, è rimasta solo Francesca, 16 anni, Professionale, diretta a Montemerano. «Una giornata pesante, ma è andata bene», dice. Alle 13,50 arriva anche il suo autobus. —
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