Sicurezza
Era evaso dai domiciliari per andare a casa del padre
Grosseto. Doveva restare a casa, agli arresti domiciliari per un procedimento in corso, ma intorno all’1 di notte era stato fermato dai carabinieri per strada. Una “evasione”, tecnicamente, che si è accompagnata ad altre violazioni di questo genere commesse negli ultimi giorni.
Fabrizio Carini, 57 anni, grossetano, insegnante di educazione fisica, negli ultimi tempi al centro di numerosi guai giudiziari, è stato arrestato in flagranza alla fine della scorsa settimana e ieri è comparso davanti al giudice Sergio Compagnucci che ha convalidato il provvedimento. Il gip ne ha disposto la liberazione ma, contestualmente, la Procura ha chiesto l’aggravamento della misura, in considerazione delle numerose irregolarità commesse, e quindi già ieri per lui si sono aperte le porte del carcere, su provvedimento preso dal giudice davanti al quale pende il procedimento per il quale erano stati disposti i domiciliari.
Andiamo per ordine. Carini aveva una prima misura, poi diventata arresti domiciliari dal 27 dicembre scorso; era stato autorizzato comunque dal giudice a uscire un paio di volte a settimana per procurarsi i mezzi di sostentamento, in orari diurni, cioè mattina e pomeriggio. Ma già il primo gennaio l’insegnante si era allontanato, e per motivi diversi da quelli consentiti, rientrando solamente in serata; lo avevano accertato i carabinieri. Non c’era stata alcuna sanzione. Ma Carini avrebbe violato altre due volte le prescrizioni, sia il 4 che, appunto, il 9 gennaio. Una somma di episodi e di violazioni, tra l’altro in un arco molto ristretto di tempo, che hanno pregiudicato secondo la Procura e poi anche secondo il giudice la possibilità di mantenere i domiciliari, anche perché il primo episodio (al quale non era seguito alcun provvedimento) non lo avrebbe indotto a tenere un comportamento diverso e rispettoso degli obblighi da seguire.
In una occasione, Carini sarebbe uscito per vendere uno o più orologi; in una seconda, sarebbe andato all’ufficio postale di Grosseto centro per riscuotere due assegni, ma il personale si era insospettito di alcuni particolari e aveva avvertito la polizia postale; infine l’episodio di sabato, quando Carini era stato fermato per strada in piena notte. Al giudice, in udienza, l’indagato ha spiegato che stava andando a casa del padre, preoccupato per ciò che stava avvenendo lì; non aveva però avvertito le forze dell’ordine e comunque l’orario non era tra quelli consentiti.
Tra l’altro, Carini in questa settimana deve sostenere un’udienza preliminare per il procedimento per il quale stava scontando i domiciliari. —
P.S.
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