Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Perseguitava l’esercente, ma era incapace di volere

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Era accusata di stalking, perché avrebbe messo nel mirino il titolare di un esercizio di Porto Ercole, compiendo atti vandalici, fissandolo in modo aggressivo, muovendo la meni per evocare uno “spirito guida”, affiggendo sulla porta dell’esercizio stesso due lettere - a una settimana l’una dall’altra - causando all’uomo uno stato di ansia e di paura, fino a costringerlo a cambiare abitudini di vita. Ma per lei il giudice Andrea Stramenga ha riconosciuto l’incapacità di intendere e di volere perché al momento dei fatti era affetta da vizio totale di mente. E l’ha assolta.

La donna, oggi poco meno che cinquantenne, era imputata per fatti avvenuti nel 2015 ma che erano andati avanti nonostante che la magistratura le avesse impedito di accedere a Porto Ercole. Decisiva è stata la perizia dello specialista, che attesta il disturbo della personalità della donna. Lei non avrebbe avuto altro scopo se non quello, nota lo psichiatra, «di procurarsi beneficio tramite una pratica magica, cioè procurarsi uno spirito guida per lei energeticamente indispensabile e scaricare le cose negative». —

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