Il dolore
L’ex sindaco inviò 1200 lettere dopo le proteste sull’incuria
GROSSETO. Una storia rimasta al palo da tempo – quella dell’acquisizione della pineta da parte del Comune nei confronti dei privati – e riguardo alla quale l’ex sindaco Emilio Bonifazi (era l’ottobre 2014) inviò circa 1200 lettere ad altrettanti proprietari di appartamenti e altri immobili prospettando loro le due alternative: o si andava dal notaio a perfezionare la cessione mai avvenuta da decenni o si intraprendeva la via giudiziaria per ottenere una sentenza che producesse lo stesso effetto. La faccenda è sempre andata avanti lentissima e ha presentato a singhiozzo qualche parziale cambio di rotta quando si è dato corso ad acquisizioni di alcuni comparti, che però non hanno mai completato il percorso.
Di fatto il Comune si decise a spedire le 1200 lettere dopo essere stato bersagliato di proteste dei cittadini, indignati per il cattivo stato del verde pubblico della frazione: ciò non solo nella strada principale di accesso a Principina, via del Delfino, ma anche nei vialetti interni dove la vegetazione era maltenuta. In passato l’ente pubblico si è sempre giustificato spiegando di non poter intervenire perché le aree non sono di sua proprietà. La responsabilità delle mancate acquisizioni – spiegò più volte – sarebbe stata da imputare a vecchie negligenze e incompiute pratiche di cessione risalenti (ormai risalenti a quasi 40 anni fa) per le quali non si era mai data esecuzione (perlomeno non in tutti i casi) a quanto previsto con le lottizzazioni iniziali. Nessuno dei proprietari, per l’ente, si sarebbe mai preoccupato di fissare un appuntamento dal notaio per concludere; viceversa, a detta di alcuni privati sarebbe stato il Comune a non aver sollecitato più di tanto l’acquisizione al proprio patrimonio delle aree destinate a verde pubblico non convocando i privati. In mezzo ai due fuochi la manutenzione della pineta è rimasta spesso nel limbo. Procedendo a fasi alterne e a macchia di leopardo, senza alcuna organicità. —El. Gi.
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