Sicurezza
Alberi crollati per la neve: strada chiusa e sette attività della vetta in emergenza
L’arteria che porta alla cima del monte è inagibile da una settimana, i rifugi sono isolati. Gli operatori: «Siamo allo stremo»
Elisabetta Giorgi
MONTE AMIATA. Piante e alberi sono crollati sotto il peso della neve e la strada per la vetta è stata chiusa. Sette attività sono ferme da una settimana. È un’emergenza.
«Siamo allo stremo, riusciamo a raggiungere il locale solo poche ore al giorno tramite mezzi battipista o ciaspole», lamentano gli operatori della vetta dell’Amiata piegati prima dal Covid e ora dai danni del maltempo. Lo straordinario carico di neve ha fatto crollare in questi giorni piante e alberi e la strada è inagibile da circa una settimana, sia nel versante grossetano che in quello senese della vetta. Una situazione di emergenza. I rifugi sono isolati; i titolari impossibilitate a fare qualsiasi cosa perché la strada è chiusa. Arrivano fin lì con la motoslitta o le ciaspole. Puliscono le terrazze. Spalano la neve dai tetti per evitare che crollino. «Siamo in uno stato di emergenza». Lanciano il loro sos su Facebook i titolari del Rifugio Vetta Chalet, che lavora sul versante senese (comune di Abbadia) a due passi dal confine grossetano.
«Siamo al collasso – dicono gli operatori della montagna amiatina, condividendo le stesse preoccupazioni – perché dobbiamo liberarci della neve ma essendo la strada chiusa abbiamo poche persone per andare su. In motoslitta possiamo andare solo in 1 o al massimo 2 persone, mica in 10. Cerchiamo di pulire la neve dalle terrazze con le turbine, ma a forza di sforzarli gli attrezzi, si rompono. Ne abbiamo due fuori uso». Il problema principale è sistemare la strada: va liberata quella coperta di detriti, e va fatto sì che nuove piante non crollino.
«Dall’arteria, lunga 3,5 chilometri, hanno rimosso solo i primi 2 e manca ancora 1 chilometro e mezzo per arrivare in cima. I rami più grandi sono stati tolti – continuano dal Rifugio Vetta chalet – e forse con un trattore si passa, ma con una macchina no. E comunque il problema non si pone perché la strada è transennata dal 5 gennaio. Il presidente della Provincia di Siena ci ha spiegato che cercano di fare il possibile, ma sono tanti i soggetti coinvolti».
Oltretutto è scesa “neve bagnata”, raccontano gli operatori. «Mentre in paese nevicava, qua pioveva perché c’è stata un’inversione termica: il meteo pareva aver messo una temperatura bassa e invece si è alzata la centralina che improvvisamente è andata a 3 gradi. Ha iniziato a piovere, la neve si è compattate ed è diventata “bagnata”, pesantissima. Non riusciamo con le pale a gettarla via facilmente dai tetti, ma va fatto: ci sono 7 strutture qua in vetta che hanno bisogno di essere sgomberare perché i tetti potrebbero cedere per il gran peso di questa neve bagnata che, sotto, ha fatto uno strato di acqua e gelo. E nei prossimi giorni ha messo meno 9 gradi: se questa neve gela, poi non ce la togliamo più di mezzo».
Altro discorso quello economico. «Non stiamo incassando nulla - lamentano gli operatori della montagna - Ora siamo in fascia gialla e siamo dovuti star chiusi lo stesso. In compenso abbiamo tante spese: per la pulizia, per sistemare tutto, per riscaldare il locale anche se chiuso, perché se fa freddo rischi che col gelo scoppino i tubi. Rischiamo di riavere la strada agibile quando poi torneremo arancioni». Un problema anche per gli operatori stagionali, che non lavorano.
Dal suo Bar ristoro sul versante grossetano, Silvia Landi lamenta: «Ci chiamano al telefono i clienti, scocciati o dispiaciuti. Non credono a quel che succede. Andrebbe chiesto lo stato di emergenza». La situazione è monitorata anche dal sito Meteo Amiata.it (fondatore e gestore della pagina Andrea Cecilia), che ieri ha rilanciato via Fb l’sos dello Chalet. —
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