Sicurezza
Un anno fa la bomba da 500 libbre affiorata nell’Ombrone
GROSSETO. L’ultima volta è capitato esattamente un anno fa e anche allora complice fu la gran pioggia.
Una bomba statunitense da 500 libbre (oltre 220 chili) della seconda guerra mondiale fu ritrovata da alcuni canoisti sulle sponde del fiume Ombrone, tra i comuni di Cinigiano e Civitella Paganico, alla fine di novembre 2019. Un ordigno di tutt’altra dimensione e pericolosità rispetto a quello rinvenuto stavolta alla Canova. Anche perché la zona dove affiorò – forse portato giù dalla piena del fiume per chissà quanti chilometri e con chissà quanti sballottamenti – è piena di poderi, ai piedi di Sasso d’Ombrone e vicina al ponte che conduce proprio al borgo.
In quel caso ci vollero quasi due mesi per preparare a dovere le operazioni di rimozione, trasporto e disinnesco, con 400 persone evacuate, 100 impiegate, un centro operativo a Santa Rita guidato dalla prefettura, cinque ore di lavoro da parte degli artificieri del reggimento Genio Pontieri di Piacenza, forze dell’ordine schierate a blindare le vie d’accesso. Il 19 gennaio 2020 la bomba fu despolettata, cioè le fu tolta la spoletta che aziona l’innesco, e poi fu fatta brillare in sicurezza.
Appena il settembre precedente a Travale (Montieri) una bomba era spuntata dal sottosuolo durante gli scavi per allestire la fiera, mentre nel 2018 una bomba a mano era stata ritrovata in mare da un turista a Butelli (Scarlino). Nel 2016 alcuni escursionisti trovarono una bomba, con il detonante inserito, nel bosco di Calamartina (Scarlino). Ad Arcidosso, invece, nel 2015 è stata ritrovata una bomba che ha bloccato per un paio d’anni i lavori di ripristino di un muro di sostegno dopo una frana. —
F.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google