Il Tirreno

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Sorveglianti dei fiumi Ulmi: «Trasformiamoli in agenti di polizia»

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grosseto. Che cosa vuol fare la Regione con i “sorveglianti idraulici”? «Vuole innovare, il loro ruolo oppure l’obiettivo è quello di cederlo ai consorzi bonifica o a un’agenzia, come qualcuno dice? » . Pone la domanda il consigliere regionale della Lega Andrea Ulmi: lo fa di fronte allo stato di agitazione proclamato dalla Rsu della Regione Toscana relativamente alla questione dei sorveglianti idraulici, che sono inquadrati all’interno del genio civile e, dunque, della Regione.

«Questa figura – nota Ulmi– determinante soprattutto nelle zone alluvionali come la Maremma, il Valdarno o la Valle del Serchio, nasce con un regio decreto che è ancora oggi operativo e che ha bisogno di una revisione, ma che le faccia fare un salto di qualità, non per ridimensionarla». Tra le questioni poste dalla Rsu e su cui Ulmi pone l’attenzione, c’è quella dell’indennità dei sorveglianti. «Innovare questo ruolo – nota Ulmi – vuol dire farlo crescere, anche nei poteri. Chi percorre gli argini dei fiumi deve essere messo nelle migliori condizioni per farlo. Oltre ad avere responsabilità civili e penali nel caso in cui la piena causasse dei danni, i sorveglianti rischiano la propria incolumità: è sugli argini che si svolgono molte attività illecite, come lo spaccio di droga. Il sorvegliante deve avere poteri che gli permettano un’azione diretta e non solo di controllo». «La soluzione più semplice sarebbe quella di far diventare i sorveglianti agenti di polizia – propone Ulmi – che possano esercitare con autorità le funzioni di polizia giudiziaria».

C’è poi la questione dell’alloggio di servizio. «I caselli idraulici – continua il consigliere della Lega – non sono solo la residenza dei sorveglianti, ma anche il loro luogo di lavoro da cui possono monitorare la situazione e intervenire tempestivamente. Per questo la funzionalità del ruolo del sorvegliante idraulico relativamente al servizio di piena e dell’alloggio, sono strettamente collegati, per le tempistiche di azione. Una cosa è entrare in servizio su chiamata, un conto dopo essersi affacciati dalla finestra e aver monitorato la situazione». «Sempre più spesso – conclude Ulmi– sulla gestione delle piene intervengono a rassicurare i cittadini i sindaci e i presidenti dei consorzi bonifica, quando il primo soggetto preposto a farlo è il genio civile della Regione Toscana, che monitora la situazione attraverso i sorveglianti». –

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