Sicurezza
Bracconieri nelle oasi, i casi sono in aumento
Le poche presenze in giro favoriscono la caccia di frodo. E il maltempo ha fatto danni, ma il Wwf resiste: «Non molliamo»
Ivana Agostini
orbetello. Sono in aumento, anche a causa del Covid, i casi di bracconaggio nelle oasi del Wwf. Tagliole qua e là, volatili imprigionati, ungulati e caprioli sono nelle mire dei cacciatori di frodo persino nelle aree protette. Complice un’epidemia che ha rarefatto le presenze, portando i bracconieri a entrare in azione lontano da occhi indiscreti.
Fabio Cianchi, direttore delle oasi di Maremma del Wwf, traccia un bilancio dell’anno che si è appena concluso e, sebbene, il bicchiere sia “mezzo pieno”, ci sono alcuni problemi in aumento che lo preoccupano, tra cui appunto il bracconaggio.
«Purtroppo la scarsa presenza di persone in giro – dice – ha fatto in modo che sia aumentata la presenza dei bracconieri nelle aree protette e anche fuori. Un problema increscioso. A farne le spese sono i cinghiali, i caprioli e i piccoli volatili che finiscono nelle tagliole». Non ci sono numeri precisi al momento, ma i casi, stando a quanto riporta, sono superiori a quelli dello scorso anno.
Un altro motivo di rammarico è dovuto ai danni che il maltempo, soprattutto il vento, ha provocato all’oasi. «Alcuni rami sono cadute sui punti di avvistamento – spiega Cianchi – Sono state danneggiate alcune barche e anche capanni».
Il Wwf si dice comunque pronto a sistemare tutto e a prepararsi alla riapertura. «Vogliamo lavorare per far ammirare ai turisti e a chi ama la natura tutte le sue bellezze. Non è stato un anno facile nemmeno per la nostra associazione, ma nonostante il Covid le oasi del Wwf hanno retto il colpo del lockdown o almeno ci hanno provato. Abbiamo garantito i campi estivi per i ragazzi, e questo è stato un modo per andare incontro alle famiglie». Ovviamente l’emergenza sanitaria ha danneggiato le oasi per i mancati introiti. «Abbiamo però cercato di andare avanti come meglio abbiamo potuto; importantissimo l’aiuto che ci è arrivato da amici e sostenitori che hanno dato piccoli aiuti economici e materiali».
Sono stati tanti i visitatori delle oasi di Burano, del casale di Giannella e dell’oasi di Rocconi, «forse meno conosciuta – dice il direttore – ma di una bellezza straordinaria. Abbiamo messo a disposizione personale per l’apertura quotidiana per visite, anche notturne, e promosso molti eventi. Nonostante la pandemia siamo riusciti a garantire la pulizia della spiaggia di Capalbio, realizzato nuove strutture e sentieri». Nonostante epidemia, bracconieri e maltempo, l’oasi prosegue il suo cammino. —
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