Il Tirreno

Grosseto

Al Giglio 12 contagi: «Focolaio natalizio»

Francesca Ferri

Isola negativa da dicembre, poi due casi il 2 gennaio, ora la rabbia del sindaco: «Non mi aspettavo una cosa così grave»

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Francesca Ferri

ISOLA DEL GIGLIO. L’ultimo paziente Covid del Giglio, ricoverato all’ospedale Misericordia, era guarito appena il 23 dicembre ed era tornato sull’isola, dove già dal 1° dicembre non c’era più alcun positivo.

Purtroppo, però, l’etichetta di “isola Covid-free” è durata ben poco. Dopo i due casi emersi il 2 gennaio, altri 17 gigliesi, alcuni colti da febbre e altri sintomi del virus, e altri loro contatti, sono stati sottoposti a tampone. E il referto ha staccato quell’etichetta tanto faticosamente conquistata.

Sui 17 tamponi effettuati, dieci sono risultati positivi, due positivi a bassa carica, un tampone non è stato rilevato e quattro sono risultati negativi.

«Un vero e proprio focolaio scoppiato durante il periodo natalizio, che ci aspettavamo ma non davvero con questi numeri», dice il sindaco Sergio Ortelli, non si sa se più arrabbiato o preoccupato. «Il 70% dei tamponi sono risultati positivi e questo ci fa capire che non tutte le attenzioni sono state poste in essere».

E sì che lo stesso Ortelli, alla vigilia delle feste, si era raccomandato in tutti i modi con i suoi concittadini: state attenti, seguite le regole, tenete la mascherina, state a distanza.

Ma già il bollettino del 2 gennaio non faceva presagire nulla di buono. Il virus era ricomparso, con due positivi, un uomo rientrato dalla Francia e un anziano di 80 anni. È stato quello l’inizio della catena di contagi, secondo il sindaco che la definisce una «situazione abbastanza grave che fa precipitare nuovamente l’isola in uno stato di angoscia e di preoccupazione vissuta circa due mesi fa quando i contagiati erano 34», dice in un comunicato.

Al telefono con Il Tirreno spiega che il nuovo approdo del Covid è legato a «gente tornata al Giglio per Natale, gente tornata dopo Natale qua al lavoro e dopo aver passato le feste all’estero, persone disattente. Questa è la situazione e mi fa tanto arrabbiare», dice. «Era un mese che non avevamo Covid, poi è arrivata la bordata: non so che fare».

Il Giglio, che conta 1.400 residenti, nella prima fase della pandemia era stata Covid-free, senza alcun positivo tra i residenti (solo quattro persone di fuori, venute a passare il lockdown all’aria buona del Mediterraneo) e ha superato indenne anche la difficile prova dell’estate, quando migliaia di turisti vi sono approdati per passare le vacanze. Poi aveva avuto i primi due casi Covid tra i residenti il 13 ottobre, arrivati a 34 ma guariti.

«La catena del contagio – conclude Ortelli – verrà monitorata con maggiore continuità, anche da parte delle forze dell’ordine, ma raccomando grande senso di responsabilità a tutti i cittadini che ritengo sia l’unico antidoto, a parte il vaccino, nella prevenzione alla diffusione del contagio». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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