Sicurezza
«Togliamo questa zona dalla carta nazionale»
Campagnatico. «Le scorie ad alta attività siano destinate a un deposito europeo e quelle a media e bassa a un deposito nazionale. Tutto ciò a patto che ci si avvii verso una scelta partecipata e condivisa, tenendo conto di criticità già esistenti, dando seguito a tutte le verifiche necessarie ed evitando decisioni dall’alto». Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, non ha dubbi che questa sia l’unica strada percorribile per gestire la delicata questione degli di scarti nucleari, denunciando contestualmente la mancanza di una consultazione preliminare con Anci e con i Comuni interessati. Come del resto ritiene il presidente nazionale, Stefano Ciafani, secondo cui lo smaltimento in sicurezza dei rifiuti radioattivi è fondamentale per mettere la parola fine alla stagione del nucleare e per gestire gli scarti di origine medica e industriale, ma senza che le decisioni passino sulla testa dei cittadini e non tengano conto delle peculiarità di ogni territorio. E su Campagnatico, Gentili incalza, chiedendo che il sito sia tolto dall’elenco. «L’area è vicina all’alveo dell’Ombrone, con i gravi rischi di natura idrogeologica che ciò comporta. Inoltre, come già accennato, custodisce una zona con coltivazioni di alta qualità ed è prossima a una pieve romanica di altissimo pregio. Campagnatico rappresenta altresì un’area con evidente vocazione ecologica, naturalistica e con una spiccata vocazione turistica. Non capiamo quindi come possa essere stato individuato questo sito. Peraltro, è soggetto a subsidenza, frane, smottamenti e fenomeni di precarietà ed instabilità dal punto di vista geologico». —
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