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Otto siti nell’alto Lazio spaventano la zona sud Vanni: pronti a opporci
SORANO. Pensavano di aver scongiurato la vicinanza del nucleare 34 anni fa, quando il referendum smantellò la allora costruenda centrale nucleare a Montalto di Castro. E invece i comuni al confine con il Lazio – Capalbio, Manciano, Pitigliano e Sorano – tornano a fare i conti con l’ipotesi nucleare nel vicino alto Lazio, per loro dietro casa.
La Sagin ha individuato 24 siti nel Viterbese. Quelli più vicini alla nostra provincia sono: Montalto di Castro, Ischia di Castro, Cèllere, Tessennano, Canino, Piansano, Arlena di Castro, Tuscania. Siti «a due passi dalla Toscana e in particolare dal comune di Sorano e dal territorio delle Colline del Fiora», sbotta Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e presidente dell’Unione dei comuni delle Colline del Fiora. A farlo infuriare è il mancato coinvolgimento dei territori. «Aprire un confronto dopo avere individuato, non si sa bene in base a quali criteri, una serie di siti candidati unilateralmente a ospitare depositi di scorie radioattive è davvero un non senso che porterà al solo risultato di scatenare polemiche e dure opposizioni. Ancor prima del merito già il metodo è sbagliato – dice –. Come presidente di quella Unione concorderò subito con i sindaci di Manciano e Pitigliano le iniziative per opporci in ogni modo alle indicazioni che riguardano la Toscana e la provincia di Viterbo».
Dal canto suo Mirco Morini, sindaco di Manciano, è pronto a far fronte comune. «Il progetto è inaccettabile – dice –. Siamo comuni che vivono sul turismo e con tante aziende agricole. Al confine con Montalto di Castro ci sono un’oasi Wwf e siti archeologici. Perché deturpare zone così? Non vogliamo invasioni barbariche; mi unisco agli altri amministratori per una battaglia forte tutti insieme».
Anche il Comune di Capalbio è al fianco dei sindaci dei comuni indicati per ospitare le scorie e si impegna a chiedere chiarezza sui criteri di scelta dei siti e sulle modalità di stoccaggio. «Siamo ben consci che l’uso di tecnologie, di fonti energetiche non alternative e molto altro produce residui pericolosi e sappiamo che questi vanno gestiti – dice il sindaco Settimio Bianciardi – ma è comunque necessario che nelle decisioni prese dallo Stato ci sia anche un’attenta valutazione delle caratteristiche dei territori e un dialogo costante con le istituzioni locali che hanno come primo obiettivo la salute dei cittadini e dell’ambiente». — F.F.
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