Finanza
Autorimesse e sanatoria Il Tar dà torto al Comune
I giudici amministrativi ordinano il rispetto dell’accordo stipulato nel 2018 La ditta Edilrosi aveva presentato ricorso contro il no dell’ufficio edilizia privata
Andrea Capitani
monte argentario. Il Tar dà ragione alla ditta e ordina al Comune di rifare il provvedimento in merito a 24 autorimesse sulla base degli accordi del 2018. Accolto dalla terza sezione il ricorso di Edilrosi srl contro il Comune di Monte Argentario: la ditta chiedeva l’annullamento del rifiuto dell’ufficio di edilizia privata (novembre 2019) in merito alla sanatoria presentata nel 2016 per opere realizzate «in difformità dal titolo abilitativo».
Si tratta di 24 autorimesse sotto un edificio di via delle Buche a Porto Ercole, per le quali nel 2018 era stato raggiunto un accordo-transazione tra Edilrosi e Comune: un accordo che adesso deve essere rispettato, secondo il Tar. Il Comune, dice l’assessore delegato all’edilizia privata Gianluca Gozzo, «ne prende atto e approfondirà la sentenza, particolarmente articolata visto che è una vicenda che si protrae da tanto tempo e si è incrociata con procedimenti di carattere penale».
Il progetto era partito nel 2005 e prevedeva la realizzazione di 24 autorimesse interrate a servizio delle abitazioni già esistenti nel centro urbano di Porto Ercole. Nel 2009 però, dopo alcune varianti in corso d’opera, la polizia municipale accertò l’abusiva realizzazione di un secondo piano di autorimesse e, così, il gip del Tribunale dispose il sequestro preventivo del cantiere. Nel 2010 il dissequestro e la restituzione del solo secondo livello, visti chiusura e tombamento che lo resero inaccessibile e inutilizzabile, mentre il primo livello continuava ad essere sottoposto a sequestro. Nel 2012 la Edilrosi presentò così domanda di permesso di costruire le 24 autorimesse in sanatoria, stavolta indicando altrettante unità immobiliari alle quali sarebbero state legate da vincolo una volta vendute agli acquirenti. Nel 2016, dopo i rigetti della Cassazione e del Tribunale di Grosseto, aveva presentato istanza di sanatoria edilizia e paesaggistica delle «modeste opere realizzate, in difformità dalla dichiarazione di inizio attività, nella costruzione delle autorimesse». Il Comune dichiarò irricevibile l’istanza di sanatoria paesaggistica, rilevando che si trattava di interventi ricadenti su manufatto già interessato da procedimento penale e oggetto di istanza di sanatoria edilizia respinta. Diniego del Comune che era stato poi impugnato al Tar dalla ditta. Nel febbraio del 2018, però, le due parti avevano sottoscritto un accordo col quale la ditta si impegnava a presentare un nuovo atto d’obbligo di legare con vincolo pertinenziale le 24 autorimesse ad altrettante unità immobiliari urbane. Il Comune invece si impegnava a procedere all’annullamento d’ufficio e ad istruire la domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica e l’istanza di sanatoria edilizia già presentate nel 2016. Ma l’accordo non aveva avuto seguito. Da qui il ricorso e quindi la sentenza del Tar della Toscana, che dà infine ragione alla ditta e condanna il Comune ad accogliere la domanda di annullamento degli atti impugnati e a pronunciarsi in coerenza all’accordo sottoscritto nel 2018, condannando inoltre l’ente al pagamento di 4mila euro per le spese di giudizio. —
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