Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Via Cimarosa resta chiuso, disagi a raffica Sit in di protesta davanti all’ufficio postale

Alfredo Faetti
Via Cimarosa resta chiuso, disagi a raffica Sit in di protesta davanti all’ufficio postale

Attacco bipartisan alla gestione del servizio: le file sono interminabili e spesso creano anche assembramenti

3 MINUTI DI LETTURA





Alfredo Faetti

follonica. Dopo mesi di segnalazioni e denunce cadute nel vuoto, ora il disagio è pronto a sfociare in un sit in di fronte all’ufficio centrale della città, a cui parteciperà anche il sindaco Andrea Benini. A Follonica sale il livello di protesta nei confronti di Poste Italiane, rea di aver creato una situazione «ormai insopportabile», come la definisce il capogruppo del centrodestra Massimo Di Giacinto. Il malumore sul golfo è trasversale e trova il sostegno anche della Spi Cgil, convinta che la pandemia sia stata il pretesto per mettere in atto decisioni che l’azienda aveva già preso.

Il disservizio postale denunciato dai follonichesi è il risultato di un effetto domino consumato nel corso dell’emergenza sanitaria. Il piccolo ufficio di via Cimarosa, causa Covid, il 12 marzo è stato chiuso “temporaneamente”, ma ad oggi non è ancora stato riaperto. Venuta meno questa sede, ne sono rimaste due attive in città, tra cui quella di via della Pace, che però è aperta solo la mattina. A tempo pieno, quindi, c’è soltanto l’ufficio centrale di via Golino, esattamente dove sabato mattina alle 10 andrà in scena il sit in. «In questi ultimi mesi, ogni giorno, passando davanti agli uffici postali di via della Pace e di via Golino si assiste allo spettacolo di lunghissime file di persone in attesa del proprio turno – si legge nella nota diffusa dalla maggioranza che sostiene Benini – Questa situazione di disagio potrebbe essere alleviata con pochi semplici gesti. Ovviamente una App, seppur utile, non è sufficiente, considerando che le persone che hanno necessità di recarsi personalmente alla posta sono solitamente anziani che non hanno o non utilizzano gli smartphone». Senza contare anche le persone non anziane che necessitano di un servizio allo sportello.

Traducendo il disagio in numeri, basta dire che per i 23mila residenti sul golfo ci sono un ufficio postale e mezzo a disposizione. Il sit in della maggioranza avanza dunque le sue richieste. La prima, per quel che riguarda gli uffici ad oggi aperti: interventi per evitare le lunghe file (che di questi tempi si traducono in “assembramenti”), attraverso l’installazione di un «totem o comunque un sistema di prenotazione, all’esterno della struttura, affinché possa essere utilizzabile e che vengano posizionate sedie o panchine per alleviare la fatica dell’attesa, mantenendo la distanza di sicurezza». La seconda richiesta: «chiediamo nuovamente che venga riaperto l’ufficio di via Cimarosa, chiuso “temporaneamente” dal 12 marzo scorso». Ecco, il piccolo ufficio a due passi dalla pineta è un po’ il simbolo di questo malumore. «Quell’ufficio è importante per tutta la zona nord della città in tutti i periodi dell’anno – dice Di Giacinto – e decongestiona quelli di via Golino e di via della Pace dove spesso e volentieri si formano file interminabili provocando assembramenti».

Il capogruppo di centrodestra insiste: «se la posta è un “servizio pubblico essenziale” continuo a non capire questa situazione – prosegue – anche perché i locali dell’ufficio di Zona Nuova si prestano benissimo al rispetto delle normative anti-covid, hanno due accessi, i dipendenti sono già protetti dal pubblico con vetrate dal bancone al soffitto e lo spazio è sufficiente per accogliere due/tre clienti alla volta e garantire il distanziamento sociale». In chiusura del suo intervento Di Giacinto solleva un dubbio. «Ma sarà davvero una chiusura temporanea?», si chiede. Lo stesso dubbio che ha il sindacato. «L’ufficio postale di via Cimarosa è stato chiuso a seguito del lockdown per il Covid e i tre dipendenti sono stati trasferiti – commenta Gabriella Crestini della segretaria della Lega Spi Cgil Follonica-Scarlino – L’impressione è che la pandemia sia stata il pretesto giusto per una decisione che era già stata presa, ma in questo modo Follonica è andata in sofferenza grave. Noi – conclude – da giovedì mattina inizieremo a raccogliere le firme dei cittadini davanti uffici postali, perché siamo decisi a ottenere un risultato positivo per i follonichesi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa