Sicurezza
«Siamo pronti a batterci per tutelare la Maremma»
Grosseto. Per la politica locale il no a ogni anche lontana ipotesi di ritrovarsi le scorie radioattive a Campagnatico è collettivo. Da Forza Italia alla Lega, da Fratelli d’Italia, all’Udc per finire a CasaPound, parlamentari e segretari politici, sono compatti contro la mappa della Sogin (e l’attuale governo). In realtà è almeno dal 2003 che a Roma si pianifica la realizzazione di un deposito nazionale per le scorie radioattive e questo passaggio non è che l’epilogo di un percorso avviato allora. Solo che la carta è stata finalmente desecretata.
Va all’attacco del governo, il deputato grossetano della Lega Mario Lolini, che chiederà spiegazioni al ministro Sergio Costa. «Come membro della commissione agricoltura – spiega – mi domando che senso abbia puntare su colture di pregio se poi, in mezzo a queste, si va a creare un deposito di rifiuti radioattivi. Qualcuno ha effettuato un sopralluogo della zona? Vedo in questa decisione un rischio che non è solo per l’ambiente, ma anche per due importanti settori economici della Maremma: l’agricoltura e il turismo. Se penso che la scelta in Toscana è caduta su Campagnatico e Pienza, vuol dire che i meriti di chi ha preservato la natura e puntato sulla qualità dei luoghi e dei prodotti non vengono considerati. Il ministro Costa farebbe meglio a ricordarsi, in queste occasioni, di essere un “dichiarato” ambientalista», conclude Lolini. Sulla stessa linea anche Fabrizio Rossi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, e Bruno Ceccherini, commissario provinciale. «Ci sfugge la logica che avrebbe portato il ministro dell’ambiente a far ricadere la scelta su Campagnatico e Pienza. Il primo è nelle campagne della Maremma, a due passi dal bacino idrografico dell’Ombrone, la seconda in piena Val d’Orcia. Pensare di stoccare rifiuti radioattivi in territori che hanno una prevalente vocazione agroalimentare, naturalistica e turistica è da pazzi. Ci batteremo in ogni sede e con ogni mezzo, anche pronti a fare le barricate con i cittadini e i sindaci, affinché questo scempio non venga attuato», concludono. Elisabetta Ripani e Sandro Marrini, Forza Italia, invece, annunciano un’interrogazione parlamentare «per conoscere criteri e parametri che hanno portato all’individuazione della zona maremmana, seppur come area potenziale. Comune, Provincia, Regione, comitati, cittadini e politica tutta uniscano le forze per contrastare un piano rifiuti che per la Maremma è totalmente inammissibile e compromettente», scrivono, chiedendo l’intervento del presidente della Regione Eugenio Giani. Pieno sostegno al sindaco di Campagnatico arriva dall’Udc provinciale, che chiama in causa anche la Regione, invitando Giani a prendere posizione a tutela del territorio. Reazioni anche dal gruppo militante CasaPound di Grosseto, secondo cui «è impensabile un’ipotesi del genere in un territorio incontaminato, con poche costruzioni, urbanizzazione limitata, quasi totale assenza di industrie». –
L. S.
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