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Regione e Provincia compatte Netta contrarietà bipartisan

L.S.
Regione e Provincia compatte Netta contrarietà bipartisan

Il presidente Vivarelli Colonna: «Questa terra vive di agricoltura e di turismo» Ulmi (Lega): «Non è un luogo adatto», Spadi (Pd): «Ma attenti agli allarmismi»

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Grosseto. Da Regione e Provincia, posizione bipartisan contro la mappa dei siti potenzialmente idonei allo stoccaggio delle scorie nucleari.

Il presidente Eugenio Giani – insieme all’assessora all’Ambiente Monia Monni, ai consiglieri di maggioranza (Donatella Spadi, Pd) e di minoranza (Andrea Ulmi, Lega) – e il presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, non hanno dubbi: netta contrarietà riguardo all’individuazione in Toscana dei due siti per lo smaltimento di scorie nucleari.

«È contraddittorio – dice il presidente Giani – valorizzare scenari paesistici che, come nel caso della Val d’Orcia, sono patrimonio mondiali dell’Unesco, e prevedere poi depositi di scorie di materiale radioattivo, pur frutto di lavorazioni medicali. Sono convinto che il governo si ricreda sull’utilità della scelta, ipotizzata in aree come la bellissima Trequanda, ai confini della Val d’Orcia, o l’affascinante Campagnatico, immerso nei tratti più belli della Maremma, che costituiscono un valore ambientale unico al mondo».

Sulla stessa linea l’assessora all’ambiente Monni. «In attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali, affermiamo la nostra netta contrarietà alle possibili localizzazioni toscane, che faremo valere in tutti i luoghi deputati e con tutti gli strumenti utili, a partire dalla consultazione pubblica prevista per individuare il sito più idoneo», dice.

Sarà la Regione a farsi carico di ogni valutazione, carte alla mano, «e certamente non starà a guardare di fronte all’ipotesi che emerge dalla mappa elaborata dalla Sogin, cui siamo nettamente contrari», è la posizione della consigliera Pd di Grosseto, Donatella Spadi. «La tutela della salute e della qualità dell’ambiente sono le nostre priorità, ma attenzione a non fare allarmismo, che sarebbe solo controproducente in questa fase».

Scelta illogica e incomprensibile, la bolla il consigliere regionale della Lega, Andrea Ulmi. «Campagnatico, proprio nelle scorse settimane, è stato scelto come luogo da visitare nelle giornate del Fai, non mi sembra proprio che possa essere considerato territorio adatto a stoccare rifiuti di così elevata pericolosità», aggiunge chiamando in causa il presidente Giani e l’assessore Leonardo Marras (Pd), espressione della Maremma, e ribadendo il proprio appoggio al sindaco di Campagnatico Luca Grisanti.

«Seguo la delicata questione con estrema apprensione – dichiara il presidente della Provincia e sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – poiché si tratta sicuramente di una materia complessa e controversa: se da una parte c’è la necessità di creare un centro unico di smaltimento sicuro, ci sono numerosi aspetti da tenere in considerazione. Come amministrazione abbiamo sempre messo l’ambiente al primo posto e non potrebbe essere altrimenti, visto l’incommensurabile valore che l’ecosistema maremmano rappresenta per la nostra comunità e per la nostra economia. La Maremma una terra che vive di agricoltura e di turismo. Portare sul territorio un deposito di scorie radioattive non si sposa con questa vocazione», conclude precisando che «alla lista delle aree e alle spiegazioni dei tecnici, deve seguire obbligatoriamente un percorso partecipativo, che tenga conto della volontà dell’intera comunità, dai cittadini alle associazioni di categoria e istituzioni del territorio». —L.S.

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