Il Tirreno

Grosseto

Ottobre e novembre sotto la media, ma in Maremma è sempre più caldo

Gabriele Baldanzi

Il punto sull’andamento climatologico con Roberto Costantini Il responsabile del Lamma spiega situazione e cambiamenti  

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IL BILANCIO 2020

Gabriele Baldanzi

Come è ormai consuetudine il dottor Roberto Costantini, responsabile della sede grossetana del Lamma e del Cnr-Ibimet, esamina con Il Tirreno l’andamento climatologico del 2020. Iniziamo dalle temperature.

Quanto è stato caldo il 2020 appena trascorso in Maremma?

«A livello globale, la temperatura media nel 2020 si attesta a circa 1, 2° al di sopra del livello preindustriale (1850-1900). Il 2020 chiude il decennio più caldo (2011-2020) mai registrato, in cui si collocano i sei anni più caldi di sempre. Ma a noi interessa soprattutto il quadro locale. In Maremma, sia per quanto riguarda le temperature minime, sia per le massime, anche nel 2020 le medie mensili risultano superiori a quelle calcolate nel trentennio di riferimento 1981-2010, la cosiddetta media climatologica. Uniche eccezioni i mesi di ottobre e novembre, sotto la media sia per le minime che per le massime. All’opposto i mesi invernali di gennaio, febbraio e dicembre, nel 2020, registrano significativi scostamenti sopra la media di riferimento, al punto che a Grosseto in diversi giardini a Natale avevamo le mimose fiorite. In definitiva, anche il 2020 si conferma un anno “caldo”, soprattutto nei mesi invernali e con questa particolarità: aver avuto i mesi autunnali insolitamente freschi rispetto all’andamento degli ultimi decenni».

Restiamo sui termometri: qual è stato il giorno con la maggiore escursione termica in città?

«Mercoledì 11 marzo, quando la minima è scesa nella notte a 6 °C e la massima ha toccato nel primo pomeriggio i 25,4°, determinando un’escursione termica di quasi 20 gradi. Negli anni passati c’erano state giornate con forbici ancora più ampie».

Caldo record, ondate di calore, estremi estivi...

«Nei mesi estivi si sono registrate meno “ondate di calore” del consueto, regalando sensazioni di maggior comfort e una parvenza di “estate fresca”, ma solo perché inconsciamente portati al confronto con quelle degli ultimi 5-6 anni, caratterizzate da persistenti e intense ondate di calore».

Minime e massime del 2020.

«A Grosseto il picco di freddo è stato raggiunto il 24 marzo: –1°. Solo un altro giorno, in tutto l’anno la colonnina di mercurio è scesa sotto lo zero: il 7 febbraio (-0,7 gradi). L’anno precedente si era scesi a –3, 9° il 4 gennaio. La minima più elevata del 2020 è stata registrata il 3 agosto con 25, 6° notturni. Gli estremi opposti: il giorno con la temperatura massima più elevata è stato il 23 luglio, quando si sono sfiorati i 40 gradi, mentre il più freddo risulta il 30 gennaio, quando la colonnina di mercurio a Grosseto non è mai andata sopra i 5, 3°».

Si diceva di un autunno freddo. Possiamo dare qualche valore?

«Sì, i mesi di ottobre e novembre appena trascorsi hanno fatto registrare una temperatura minima media mensile inferiore rispettivamente di –2, 4 °C e –0, 9 °C a quella media climatologica di riferimento (1981-2010), risultando, rispettivamente, circa il 20% e il 10% più freddi del normale».

Parliamo ora delle precipitazioni, quanto è piovuto nel 2020?

«Nel trentennio 1981 – 2010 la quantità media di pioggia caduta in un anno a Grosseto è stata di 640 millimetri. Tra il 2010 e il 2019 si è scesi a 596 millimetri. Il 2020 è stato ancora più asciutto: soltanto 436 millimetri, una ulteriore diminuzione del 32 per cento».

Questa piovosità, seppur minima, come si è distribuita? È possibile evidenziare andamenti particolari? «Ben 9 mesi su 12 registrano una consistente diminuzione di precipitazioni, con il solo mese di dicembre caratterizzato da un surplus pluviometrico evidente (+67 per cento rispetto alla media climatica), mentre i mesi autunnali – ottobre e novembre – si caratterizzano per una preoccupante diminuzione della piovosità, così come febbraio, quando sono caduti a Grosseto due miseri millimetri. Solo 85 i giorni bagnati sono stati, neppure ¼ di tutti i giorni dell’anno. Dicembre il mese più piovoso con 112 millimetri di pioggia. Infine da segnalare che tra il 18 luglio e il 28 agosto non è mai piovuto, determinando una serie siccitosa di 42 giorni; Se poi non consideriamo la minima pioggia (appena un millimetro) caduta il 17 luglio, la serie secca andrebbe dal 22 giugno al 28 agosto, cioè ben 68 giorni».

Infine la neve sull’Amiata. Abbiamo qualche dato? «Sul monte Amiata già a novembre si sono verificate le prime nevicate, poi ripetute più copiosamente durante il mese di dicembre. Mi permetta a questo proposito, in conclusione, una considerazione extra clima: se non si provvede a realizzare opere di immagazzinamento dell’acqua (bacini collinari di medie/grandi dimensioni) saremo sempre più esposti a future emergenze idriche». –

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